SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal 9 settembre, al Museo del Mare c’è una perla in più: è stata ufficialmente inaugurata la mostra di progetti e prototipi realizzati dagli studenti di Camerino, nell’ambito dell’iniziativa “Il design del bello, buono e benfatto”.

L’esposizione, che durerà fino al 25 del mese, è stata promossa dalla scuola di architettura e design dell’università di Camerino, e ha lo scopo di valorizzare l’immagine e la cultura del Piceno. In quest’ottica l’ateneo si è fatto promotore di uno speciale workshop, durato alcuni mesi, al quale si sono iscritti oltre cinquanta giovani progettisti.

Alla classe è stato richiesto di creare progetti con immagini, storytelling e articoli di merchandising; il tutto è stato realizzato per precisi clienti finali, ovvero i musei di San Benedetto, di Grottammare e di Ascoli Piceno, con alcuni esercizi commerciali che si sono affiancati all’iniziativa. Gli allievi hanno visitato i luoghi in prima persona, intervistato i residenti, sfogliato documenti. E i risultati non si sono fatti attendere: alla fine del corso, sono state selezionate più di cento valide idee, che, approvate dai committenti, si sono poi trasformate in prototipi.

Oggi a San Benedetto vengono presentati gadget e souvenir ispirati rigorosamente al mare, che spaziano dall’abbigliamento agli articoli di cancelleria, ai giocattoli, agli utensili da cucina. Simpaticissimo, fra tutti, il pratico cavatappi a forma di mazzancolla, lo scampetto tipico dell’Adriatico.

I progetti però non si sono limitati solo alla sezione commerciale. Alcuni designer si sono concentrati anche sugli opuscoli e sull’ampliamento del sito internet museale, proponendo il programma “Museo del Mare continuo”. L’idea consiste nel trasformare la città in un grande museo diffuso: tutte le case storiche, i vicoli, e gli scorci più suggestivi di San Benedetto dovranno essere contrassegnati con speciali disegni, che funzioneranno come QR code. Inquadrandoli con il cellulare, indirizzeranno alla pagina del sito con tutte le informazioni in merito.

Fino alla seconda metà di settembre, la collezione ideata per San Benedetto rimarrà esposta sotto teche di vetro, in attesa di finanziatori; il comune, o anche privati cittadini, potranno decidere di adottare e vendere alcuni prodotti, che verranno di conseguenza fabbricati in serie.

Per ora, gli allievi del workshop si limitano ad osservare, soddisfatti, i prodotti del loro lavoro. Ancora non sanno cosa, di tutto questo, arriverà sugli scaffali dei negozi.

Il workshop “Il design del bello, buono e benfatto” è solo una delle iniziative che, negli ultimi anni, si stanno diffondendo tra le università marchigiane: corsi di alta formazione che permettono a studenti e neolaureati di avere un collegamento diretto con il mondo del lavoro, lavorare in team, risolvere problemi e imparare i segreti del mestiere, tutto nella massima libertà creativa. Questo metodo di studio-lavoro, che si affianca ai tradizionali stage in azienda, sta già mostrando risultati molto positivi. Senz’altro, è un’ottima aggiunta al curriculum, necessaria per un mercato del lavoro sempre più esigente e competitivo.

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