SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta il 17 luglio, la seconda serata di “Incontri d’autore”, organizzata dall’Associazione “I luoghi della scrittura”. Alla Palazzina Azzurra l’ex giocatore e campione del mondo Franco Causio ha presentato il libro “Vincere è l’unica cosa che conta”, scritto con Italo Cucci.

Introdotto e pungolato da Mimmo Minuto, l’ex juventino ha raccontato i trascorsi della propria carriera, dagli esordi alla Samb (“Mi videro in Lecce-Samb e decisero di portarmi immediatamente con loro, così è stato”) alle circostanze che lo vollero in arrivo alla Juventus. “Gli osservatori del Milan mi volevano – racconta – ma il paròn Rocco mi scartò, dicendo che sapevo giocare a calcio ma non avevo il fisico. È andata bene così, dato che poi sono andato alla Juventus”.

Dopo aver raccontato dell’addio dai bianconeri (“Sarei rimasto per sempre, ma Trapattoni mi ha mandato via”), il Barone ha raccontato dei suoi anni a Udine, definendoli i più stimolanti della propria carriera: “Mi davano tutti per finito, ma ho dimostrato che sbagliavano. Dopo i tre anni in friuli andai all’Inter per dispetto, sebbene mi rivolessero a Torino”.

Inevitabili gli aneddoti circa l’esperienza di Spagna ’82: “Un giornalista aveva attaccato Rossi e Cabrini, e decidemmo che avrebbe parlato solo il più muto di noi, Zoff”; “Enzo Bearzot è stato un allenatore troppo sottovalutato, e definito ingiustamente difensivista. È arrivato quarto in Argentina e ha vinto nell’82, eppure sembra essere dimenticato”.

A fine serata sono intervenuti anche gli ex compagni ai tempi della Sambenedettese, tra cui Paolo Beni: “Era giovane ma faceva sempre il furbetto: appena è arrivato si è presentato con tunnel e giochetti vari; gli abbiamo dato una botta di qua e una di là, ha capito”.

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