SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Diversi da tutti. Dalla destra ufficiale e da quella che Luca Spadoni definisce una destra mascherata: “Non ci riconosciamo nella coalizione di Paolo Perazzoli, raccoglie tutti e il suo contrario. Ha messo in piedi il partito della nazione, con l’aggiunta di Rifondazione Comunista”.

“A Sinistra in Comune” non rinnega il percorso effettuato al fianco di Gaspari: “L’amministrazione ha fatto tante cose, penso all’edilizia scolastica, ai sottopassi, alla messa in sicurezza del Paese Alto, alle piste ciclabili”.

Gli errori, se commessi, portano la firma di un unico responsabile: il Partito Democratico. “Governare con loro è impossibile – tuona l’ex assessore – alcune vicende non sono state gestite bene. Non parliamo di un partito, bensì di un movimento con ¾ fazioni interne che si combattono. Penso alla ztl mai realizzata o al progetto Santarelli in zona Ballarin, quando il Pd proponeva la torre, a differenza nostra che invece spingevamo per strutture di pari volumetrie”.

A livello programmatico, il candidato sindaco boccia l’idea della bretella (“non serve”), a vantaggio della metropolitana di superficie. Per quel che riguarda l’urbanistica, il piano regolatore dovrà essere rivolto alla riscoperta dell’esistente: “Serve una scelta che vada verso la riconversione e il riutilizzo del patrimonio che abbiamo. Le aree verdi restino tali, mi spiace che nessuno parli del progetto Virtus Area nell’area Brancadoro che prevedrebbe 60 mila metri cubi di commerciale ed un albergo. Cinque anni fa qualcuno sposò assieme a noi la campagna di Prg a crescita zero, oggi le stesse persone appoggiano Perazzoli”.

Spadoni difende a spada tratta la chiusura del tratto est del lungomare per una volta al mese e rilancia: “Si potrebbe pensare alla conferma nel periodo estivo, promuovendo il concetto di metropolitana di strada”.

Sul trasporto urbano andranno riviste le tratte con la Start. La volontà è istituire l’abbonamento di cittadinanza, che consenta viaggi gratuiti ai residenti. “Le risorse potrebbero essere recuperate dagli incassi delle zone blu, magari aumentando le tariffe che sono le più basse delle Marche”, spiega Settimio Capriotti.

In caso di ballottaggio, “A Sinistra in Comune” potrebbe astenersi. “Ero uno dei pochi che non rientrava nella tagliola del limite dei due mandati – dice Spadoni – se avessi ambito alla poltrona avrei firmato l’accordo con Perazzoli. Questo discorso del rinnovamento è ipocrita, visto che ogni consigliere condizionato dai due mandati consecutivi ha messo in lista un suo uomo”.

Intanto Pino Laversa manda un avviso al Psi: “Io sono e resto socialista. Sono ancora iscritto al partito. A cacciarmi dovrà essere la commissione di garanzia, nessun altro”.

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.395 volte, 1 oggi)