SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La vittoria di Perazzoli ridisegna le alleanze in vista delle prossime elezioni. Della squadra non faranno parte di sicuro i Verdi, anche se il neo-candidato sindaco del centrosinistra ha sempre fatto una netta distinzione tra il partito e i suoi principali esponenti in amministrazione.

C’è poi Sel, con cui le divergenze sono altrettanto profonde: “Per noi l’alleanza col Pd era già complicata, con Perazzoli il dialogo lo diventa ancora di più”, ammette Giorgio Mancini. “Il candidato meno divisivo forse era Di Francesco. Antimo, Capriotti e Sorge avevano comunque delle ambiguità di fondo non sciolte. Perazzoli non ha ambiguità, ma in compenso una visione di città diversa dalla nostra. Siamo interessati alla salvaguardia delle aree a standard che un nuovo Prg non tutela a priori. Per la zona Brancadoro puntiamo alla salvaguardia del terreno con un solo indirizzo pubblicistico”. Contestazioni pure sul fronte della composizione della coalizione: “Siamo contrari all’allargamento all’Udc e alle civiche di Calvaresi”.

Prendono tempo invece i Socialisti, che pretendono una prima mossa da parte del leader del Pd: “Aspettiamo che ci chiami, a quel punto vedremo cosa proporrà”, dichiara il segretario Umberto Pasquali. “Noi siamo vicini al Pd a tutti i livelli, dal nazionale al regionale”.

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