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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Incontriamo Elena Leoni e Alessandro Spigai negli spogliatoi del Palasport “B. Speca”, dove domenica 31 gennaio è andato in scena il 14^ Festival internazionale di pattinaggio artistico a rotelle organizzato dalla Diavoli Verde Rosa di San Benedetto.

I neo Campioni del Mondo nella specialità coppia danza hanno pattinato prima a ritmo di rumba e samba e poi sulle note di “Ti voglio bene veramente” di Marco Mengoni, emozionando tutto il pubblico presente. Alessandro Spigai, più volte Campione mondiale nella specialità solo dance, si è inoltre calato nei panni di una rock star per l’esibizione singola, che ha divertito ed esilarato gli spettatori.

Il titolo iridato per Elena Leoni e Alessandro Spigai è arrivato dopo una lunga serie di sacrifici dovuti anche alla distanza che separa i due atleti (Elena vive a Mantova, Alessandro a Roma) e che li costringe a relegare al week-end gli allenamenti in coppia. L’oro mondiale nel pattinaggio artistico a rotelle assume forse un significato ancora più speciale, date la scarsa visibilità di questo sport e le difficoltà quotidiane con cui i pattinatori devono convivere, tra cui la mancanza di fondi e la conseguente necessità di affiancare un lavoro all’attività sportiva.

Elena Leoni e Alessandro Spigai hanno già iniziato la preparazione per i prossimi Campionati italiani , che si terranno a Roana (VC) l’ultima settimana di luglio, e Mondiali in programma a Novara l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre e mirano a riconfermare la propria supremazia in entrambe le manifestazioni.

Quando avete iniziato a pattinare insieme?

Alessandro: “Pattiniamo in coppia da due anni, prima eravamo avversari in pista perché gareggiavamo con altri partner. Nel nostro primo anno insieme abbiamo ottenuto un 2^ posto ai Mondiali, mentre nel 2015 è arrivato il titolo”.

Come si potrebbe dare maggiore visibilità al pattinaggio artistico a rotelle?

Elena: “Per quanto ci riguarda, avendo vinto gli ultimi Mondiali sicuramente abbiamo avuto più visibilità rispetto agli anni precedenti. Per il resto, in realtà non sappiamo nemmeno noi quale sia l’ingrediente per dare più notorietà al nostro sport. Noi ce la mettiamo tutta per farlo conoscere alle persone che ci circondano”.

Alessandro: “Senza dubbio il problema maggiore deriva dalla non conoscenza. Promuovere questa disciplina attraverso apposite manifestazioni è fondamentale, ma è altrettanto importante portarla fuori dai palazzetti, nella vita di tutti i giorni, facendo per esempio esibizioni nei centri commerciali, dove è possibile incontrare famiglie con bambini”.

Qual è la situazione in Italia?

Elena: “Cambia a seconda delle zone. Al nord, che è la realtà che conosco meglio, è molto sentito: ci sono parecchie società e diversi allenatori di alto livello. Resta comunque un ampio margine di miglioramento”.

Alessandro: “E’ sviluppato in molte parti d’Italia, anche se a livelli diversi. L’attività amatoriale non richiede particolari esigenze, mentre per creare un settore agonistico servono non solo bravi allenatori ma anche buone strutture. Da quest’ultimo punto di vista al nord sono avvantaggiati”.

Alessandro, tu sei laureato in ingegneria delle infrastrutture viarie e trasporti. Come sei riuscito a conciliare studio e sport?

“Sin da piccolo sono stato abituato a portare avanti tante attività, quindi quando ho iniziato l’università non ho dovuto togliere tempo allo studio o allo sport per riuscire a fare entrambi. Sicuramente è necessaria una grande forza di volontà. Io sono una persona molto determinata e quando fisso un obiettivo cerco di raggiungerlo”.

A proposito, quali sono i vostri obiettivi futuri?

Elena: “Sicuramente puntiamo a riconfermarci Campioni italiani e Campioni mondiali nella specialità coppia danza. Abbiamo già iniziato ad allenarci come facevamo lo scorso anno, cioè tutti i week-end, mettendoci il massimo dell’impegno e della passione. Speriamo di riuscirci”.

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