SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Buoni i dati sui 46 km di costa tra San Benedetto e Porto San Giorgio. I 6 mezzi navali e gli 11 terrestri della capitaneria hanno garantito la salvaguardia della vita umana, la tutela del novellame e dell’ecosistema.

Per l’attività di soccorso “crescono le chiamate al 1530 ma scende il numero degli interventi, questo vuol dire che la prevenzione viene fatta bene”, spiega il comandante Pappacena.

Il 2015 è stato un anno molto ricco, a partire dalla esercitazione antinquinamento Pollex. La simulazione è servita a verificare la capacità e la prontezza dei mezzi della stessa capitaneria e della Edison durante una collisione navale.

Nell’attività di controllo l’ammontare delle sanzioni amministrative è arrivato ai 597 mila euro a causa della depenalizzazione dei reati ambientali. L’aumento è dovuto a sversamenti abusivi soprattutto nei fiumi. Multe da 129 mila euro per “due scarichi non autorizzati che sversavano principalmente nell’Albula”. Dai 10 controlli effettuati sono emersi  sette reati edilizi e demaniali. Invece nessun illecito riscontrato, insieme all’Asur, sulla sicurezza del lavoro.

Il chiarimento sulle procedure seguite viene dal comandante Strusi. “Il primo passaggio è aereo per vedere gli scarichi e verificare se sono o meno autorizzati”. Sono così emersi scarichi completamente illegali anche nelle zone dell’Ete  e del fosso Petronella. Cinque notizie di reato hanno portato 480 mila euro di sanzioni amministrative.

Ad aprile sono stati sequestrati 300 kg di prodotto ittico sottomisura e a dicembre altri 160 di vongole sottomisura e due esemplari di tonno rosso.

Le linee guida per il futuro restano la repressione degli illeciti e la tutela ambientale.

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