MONTEPRANDONE – Natura, biologia, salute, educazione. Venerdì 27 Novembre si è svolto il “Primo incontro all’Orto Bio”, iniziativa di orticoltura sociale e didattica,  uno dei 20 progetti finanziati dalla Regione Marche della Scuola Primaria di via  Croce dell’I.S.C. di Monteprandone presso la nuova Sala Convegni di Piazza dell’Unità di Centobuchi, alle ore 11 e alle ore 15.

Sono intervenuti circa 90 bambini, entusiasti del progetto hanno partecipato anche i genitori e i nonni degli alunni.

La Dirigente dell’Isc di Monteprandone, Francesca Fraticelli, durante il suo intervento ha sottolineato l’importanza sociale ed educativa di avere un orto a scuola. Ha evidenziato come oggi più che mai sia importante avere una giusta e corretta alimentazione. Per avere degli adulti sani è necessario crescere dei bambini consapevoli e sensibili alle tematiche ambientali e alimentari. Tutti questi principi potranno essere trasmessi, anche grazie all’orto scolastico.

All’incontro è intervenuta anche il Consigliere con Delega Istruzione e Famiglia Daniela Morelli, in rappresentanza dell’amministrazione Comunale di Monteprandone, che ha confermato il supporto e la partecipazione Comunale al Progetto.

Il Progetto “Incontri all’Orto Bio” mira ad avviare una sperimentazione di “orticoltura sociale e didattica” capace di unire il valore dell’orto con quello della relazione e partecipazione”, come ha spiegato l’insegnante Giuseppina Coclite, Referente Progetto Scuola Primaria Benedetto Croce; il nonno Pasquale Marinelli, durante l’incontro ha sottolineato l’importanza della coltivazione dell’orto Bio nella scuola, avviato già dal 1998, e del coinvolgimento degli alunni nella gestione e Partners in Service srl Centro di Educazione Ambientale “Ambiente e Mare”, riconosciuto Regione Marche Biologa Nutrizionista Barbara Zambuchini, ”il progetto vuole diffondere nuovi e più sostenibili stili di vita, valorizzare la competitività dei prodotti locali, favorire l’attenzione dei cittadini intorno alle tematiche etico-ambientali e presentare le diverse opportunità offerte dall’agricoltura sociale e civica e dagli orti urbani e scolastici”.

Durante l’incontro è stato proiettato il video “L’orto in Balcone”, che spiega ai bambini piccole regole da seguire per coltivare un piccolo Orto in Balcone.

Sarà implementato nello spazio pubblico all’interno della scuola, già utilizzato per l’orto biologico, un “orto delle piante aromatiche” e un “piccolo frutteto”. Verranno inoltre piantate le piante aromatiche e realizzato un piccolo frutteto utilizzando le specie locali. Saranno inserite le panchine al fine di rendere più ospitale l’ambiente esterno della scuola ed avere così un ruolo di catalizzatore sociale, l’orto sarà inteso come un ambiente da vivere insieme e dove trascorrere tempo anche ad osservare e vivere le stagioni e i cambiamenti naturali, esso collegherà due ambienti, altrimenti separati, Natura e città.

Il progetto “Incontri all’Orto Bio” avrà una durata di 13 mesi. Saranno coinvolti nel progetto sperimentale di “orticoltura sociale e didattica” tutti i nonni e i famigliari che vogliono aderire dei circa 490 alunni della Scuola Primaria B. Croce. I nonni in particolar modo rappresentano una fonte inesauribile di conoscenza, con la loro esperienza insegnano i “trucchi del mestiere” ed arricchiscono l’esperienza con racconti, storie e tradizioni di campagna. L’orto Bio è visitato e curato periodicamente dagli alunni delle classi V della Primaria, che si occupano delle attività operative dell’orto Bio; di pari passo con il programma scolastico le insegnanti utilizzano l’orto come un vero e proprio laboratorio, per sperimentare quello che è stato spiegato in classe. Gli attori principali di questo progetto sono i genitori, i nonni e gli insegnanti dei bambini della Scuola Primaria Benedetto Croce. L’orto non è solo un “grande laboratorio a cielo aperto”, ma anche un punto d’incontro tra diverse generazioni e un luogo di scambio di conoscenze e competenze.

Si ringrazia infine l’Assam, l’Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche, per la consegna del kit di sementi autoctone iscritte al Repertorio Regionale del Patrimonio Genetico utilizzati.

 

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