SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ immediata e furente la replica di Sinistra Ecologia e Libertà nei confronti di Claudio Benigni: “Prendiamo atto che il più strenuo difensore dell’amministrazione è diventato colui che l’ha tenuta sotto scacco per quasi due mesi con la minaccia di non votare il Bilancio di previsione, ovviamente senza alcuna ragione connessa al Bilancio stesso ma solo per motivazione di carattere elettorale”.

L’accusa arriva da Giorgio Mancini, che ricorda al capogruppo Pd l’atteggiamento adottato all’indomani dalla mancata promozione in Regione: “Mentre lui era impegnato a dare del traditore al sindaco e ad altri suoi compagni di partito noi ci occupavamo di questioni un po’ più importanti, non ce ne voglia Benigni, come il destino di alcune aree strategiche della nostra città. Ci dispiace che abbia perso l’occasione di partecipare, ancora una volta, ad un serio dibattito politico ed amministrativo”.

Le parti si ritroveranno lunedì nella riunione che il Pd terrà con l’intera coalizione. Inevitabilmente si discuterà di Poru e c’è da scommettere che la spaccatura fra le parti si farà più profonda. L’amministrazione non intende indietreggiare, visto oltretutto che sul tema i democrat hanno ritrovato un’armonia che mancava da tempo.

Qualora i Poru approdassero in giunta, le dimissioni di Luca Spadoni diventerebbero un atto inevitabile.

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