“Il Metrò del piccione”, romanzo postmoderno e psicologico è stato pubblicato nel 2015 dall’editore Manni. Il romanzo tratta di argomenti quanto mai a noi contemporanei e inerenti ai giovani della società moderna.

L’autore Piero Travaglini è un sambenedettese che vive a Roma, dove è docente di scienze naturali e sceneggiatore.

Il libro incentra l’ intreccio sull’adolescente Moreno, la cui vita cambia drasticamente quando vede suicidarsi in metrò Sirio, proprietario di un negozio di animali, che buttandosi sotto al treno in arrivo, assume quasi le fattezze di un uccello che spicca il volo, anche se per l’ultima volta.
Il ragazzo , che prima credeva che tutto il mondo mutasse senza alcuna possibilità di opporsi ad una sorta di equazione chimica, inizia ad accusare incertezze su cose che prima reputava come sostegni inamovibili e immutabili per la propria esistenza e inizia a sospettare che la fidanzata Stella lo tradisca.
Moreno a questo punto intraprende un viaggio alla scoperta dell’uomo suicida, e del suo piccione, Piccio, altra figura centrale del romanzo, in cui trova una buona spalla con cui confidarsi e soprattutto un amico inseparabile.
Piccio che utilizza la metro per spostarsi fra le varie zone di Roma, risulta essere l’emblema di una società in cui i più giovani, sommersi da ogni tipo di social network si sentono privi di un vero amico con cui confidarsi e potersi aiutare rispettivamente.

L’abilità dello scrittore è percepibile nell’estrema cura con cui,in 423 pagine, descrive situazioni e pensieri che coinvolgono il protagonista, ai confini fra realtà, ansie e dubbi incessanti,riportando così una dettagliata impressione del mondo che hanno gli adolescenti d’oggi.

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