SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non ha acceso tutti gli entusiasmi, la vittoria della Samb a Castelfidardo, arrivata con un 2-1 sicuramente sofferto, che ha comunque permesso di recuperare due punti d’oro sulla capolista Maceratese. Il turno di campionato era anzi più difficile per la Samb, che in trasferta sta facendo sempre molta fatica, mentre i maceratesi ospitavano all’Helvia Recina un avversario non irresistibile come il Giulianova, che ha quasi sfiorato la vittoria.

I dubbi di alcuni tifosi sono relativi alla scarsa qualità del gioco, alla non brillantezza complessiva, alle poche occasioni da gol create. Diciamolo subito: se nella prima fase del campionato i famosi episodi hanno sempre girato nel verso sbagliato per la Samb, stavolta invece così non è stato. Tuttavia, se il pareggio non avrebbe destato scandalo, la vittoria non è immeritata.

Ricordo le prime parole dell’allenatore Paolucci, dopo l’esonero di Mosconi, quando ancora doveva dirigere il primo allenamento: “Sicuramente, vedendo lo score della Samb, occorrerà prestare attenzione alla fase difensiva“. Forse qualcosa è migliorato, perché in 4 partite la Samb ha preso sì 4 gol, ma tre nella incredibile gara di Macerata (tutti gol in inferiorità numerica, l’ultimo in 9) e contro il Castelfidardo i veri pericoli sono arrivati sui calci di punizione.

Ma è sicuramente cambiato l’atteggiamento (oltre che diversi uomini), seppur il modulo sia lo stesso. La Samb di Paolucci sembra meno propensa allo spettacolo, al gioco offensivo tout court. Ma può farlo perché in attacco ci sono uomini capaci di risolvere tutte le partite con la giocata individuale. Stavolta è toccato a Tozzi Borsoi, autore di una doppietta con un secondo gol di rara bellezza in certe categorie. Se Napolano è un po’ appannato rispetto ad inizio stagione, è un calciatore in grado a sua volta di cambiare il volto alla gara con un lampo.

Ma tutto il reparto proiettato verso l’offensiva (Alessandro, Padovani, Carteri e Baldinini) ha frecce notevoli nel proprio arco. Proprio per questo motivo, ricordando la categoria nella quale militiamo, crediamo che non ci sia bisogno di “bel gioco” e anzi è opportuno vestire abiti operai piuttosto che quelli di artisti, troppo belli a volte (si ricordi Campobasso).

Vi è poi la legge dei grandi numeri: oltre i dati su gol fatti e gol subiti, che giustamente suggeriscono a Paolucci di blindare il reparto arretrato perché davanti, solitamente, gol si fa (solo a San Nicolò i rossoblu sono rimasti a secco), occorre analizzare il differente rendimento – e anche qualità del gioco – al Riviera delle Palme e in trasferta. Per questo lontano dalle mura amiche occorre giocare senza troppo badare all’estetica, e se i pareggi non sono sempre da disdegnare, le vittorie sono sempre da accogliere felicemente, comunque esse arrivino (in precedenza solo due vittorie, a Celano a settembre e a Pesaro a novembre).

Conclusioni: questa Samb può ancora migliorare, e la medicina principale si chiama auto-convinzione. Le vittorie, a volte, chiamano a sé altre vittorie. Nessuna delle prime quattro in classifica (cinque se comprendiamo il Campobasso) pare avere i mezzi per schiacciare tutte le altre: è probabile che il campionato si deciderà nelle ultime 3-4 giornate. Ora è il momento di recuperare quei 2-3 punti che potrebbero poi essere decisivi, oltre che per riagganciare il gruppo di testa, anche per giocarsi la promozione negli scontri diretti che in questo girone di ritorno sono quasi tutti in casa.

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