SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le sue opere hanno ispirato, e continuano ad ispirare, mezzo mondo, Persino Pier Paolo Pasolini, negli anni Settanta, volle una trentina di suoi quadri, da posizionare sul set del crudo “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Manfred Zylla ora è approdato in Riviera attraverso l’acquisizione di alcune sue opere da parte di Pier Giorgio “Jean Pierre” Novelli che ha creato un rapporto così viscerale tra l’artista e il territorio da spingere Zylla a voler posizionare una delle sue opere più importanti proprio in Riviera.

L’acquisizione portata a termine da Novelli ha infatti scatenato un vero e proprio domino di situazioni che, probabilmente, faranno sì che la più grande opera realizzata dall’artista, tedesco di nascita ma Sudafricano per scelta di adozione, possa arrivare proprio a San Benedetto attraverso la buona volontà del territorio stesso.

L’11  agosto, intanto, Novelli insieme allo stesso Zylla e a Susanne, figlia dell’artista, ha invitato numerosi imprenditori appassionati d’arte del territorio per mostrare loro la collezione allestita nella location dal sapiente occhio di Veruschka Viviani. Quindi, nelle prossime settimane, dovrebbe seguire un’esposizione all’interno della sempre suggestiva Palazzina Azzurra.

Come detto il tutto fa da preludio ad una vera e propria proposta choc dell’artista che ha manifestato l’intenzione di traslare in Riviera la sua scultura più importante che attualmente è in Sudafrica e che ritrae una madre africana con in braccio il proprio piccolo disabile. “Voglio venderlo ad uno o più imprenditori di questo territorio – ha affermato – e ricavarne così dei soldi da dare interamente in beneficenza per i piccoli disabili del Sudafrica”.

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