SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Abbiamo incontrato domenica scorsa presso lo chalet Brasil il signor Antonio Esposito in qualità di potenziale acquirente della Sambenedettese Calcio. “Quando alcune squadre di calcio si sono trovate in difficoltà hanno chiamato me e il mio gruppo per intervenire e sanare situazioni debitorie difficili da risolvere. È capitato ultimamente a Rimini dove però abbiamo rinunciato perché i debiti erano troppi. Il socio che subentrò ora ha un contenzioso con il presidente che… non gli aveva detto tutto”
A Cesena?
“Non abbiamo avuto lì una vera trattativa. A Modena ci provammo ma poi preferirono a noi il gruppo Caliendo che sta facendo benissimo”
È stato Nobile Capuani a consigliarvi la Samb…
“Sì. Altri mi avevano cercato anche un anno fa poco prima della mancata fideiussione, dovevamo incontrarci qui a San Benedetto con il Ds Spadoni ma poi preferirono quelli di Avellino. Ci telefonarono per dirci che avevano concluso con loro ma poi non risultò così ed i fatti adesso sono conosciuti da tutti”
Mica tanto…
“Era venerdì 12 luglio e i termini per l’iscrizioni scadevano dopo 4 giorni. Moris Carrozzieri (l’ex calciatore) ci disse che la Samb aveva bisogno di qualcuno che versasse la fideiussione; per ottenere subito la somma necessaria feci ricorso a miei risorse personali perché altrimenti non l’avrei ottenuta in così poco tempo. Avevamo appuntamento proprio qui sul lungomare quando Spadoni mi telefonò per dirmi che potevamo fare a meno di aspettare perché avevano concluso con gli avellinesi”
Praticamente lei avrebbe pagato la fideiussione senza avere chiara la situazione contabile della società
“Non c’era tempo per controllare il tutto ma l’accordo era che noi iscrivevamo la Samb e poi Bartolomei e Pignotti avrebbero sanato i debiti, insomma avremmo trovato un accordo”
In caso contrario il debito sarebbe rimasto totalmente a lei e al suo gruppo?
“È vero ma sarebbe stato in ogni caso conveniente, considerato che per andare in Prima Divisione ci sarebbero voluti più euro come sta accadendo adesso. Basta fare due conti. Anche se il debito era di un milione. Alcuni debiti fiscali potevamo pagarli a rate. Alcuni impegni economici con i calciatori erano personali e non a carico della Samb”
Mettiamo che Moneti accetta la sua offerta. In caso di promozione nell’ex serie C lo scoglio di una fideiussione ancora più alta, 800 mila euro rispetto ai 400 di un anno fa, sarebbe superabile?
“Non ci sarebbero problemi per due motivi: primo perché i costi di una D per vincerla sono superiori alla serie C per svariati motivi, secondo perché ci siamo informati in Lega e dal prossimo anno i contributi per la Prima Divisone varieranno dai 900 mila euro al milione e 200, entità che andrà misurata in base allo storico e al bacino di utenza, caratteristiche che la Samb ha più di tante altre città”
Praticamente la fideiussione verrebbe compensata con gli interessi?
“Proprio così”
Non mi sembra comunque un motivo valido per investire denaro in una squadra per la quale non si tifa?
“Certo ma non è così per chi ha una grande passione per il calcio. Solitamente un imprenditore investe sulla propria attività, il caso del calcio è particolare, passione a parte, ma San Benedetto del Tronto è forse la piazza più ambita in serie D perché con essa le prospettive (vedi bacino di tifo e coinvolgimento cittadino) per recuperare gli investimenti fatti, sono alte. In 5 anni è possibile”
Anche in Prima Divisione o servirebbe salire in serie B?
“Sì con un settore giovanile ben gestito come ha iniziato a fare NoiSamb, con un marketing di qualità, con un utilizzo non solo calcistico dello stadio è possibile”
Impianto al quale i problemi non mancano
“Sappiamo tutto o quasi e ne parleremo con il sindaco solo da proprietari della Samb. Abbiamo comunque contattato due aziende che sarebbero disposte a rilevare il fotovoltaico e anche a pagare quei 960 mila euro con chi ha lavorato per realizzarlo”
Siete disponibili a mettere per iscritto il vostro progetto nei minimi particolari affinché la città sappia con chiarezza cosa rivendicare in caso di mancati impegni? Prima di acquistare la società, non dopo.
“Mi invita a nozze con questa domanda, a noi piace fare così ma se lo facessimo prima daremmo l’impressione di voler forzare la mano a chi oggi è proprietario, cioè Gianni Moneti”
Non sono d’accordo ma non fa niente. Moneti mi ha detto che lui lascerà la Samb in buone mani anche se per lui potrebbe essere più semplice, egoisticamente,  recuperare il versato
“Gli fa onore e credo che oggi con il web si possa sapere tutto di noi”
Nonostante che proprio sul web lei viene accostato più volte all’ex presidente dell’Ancona, Pieroni, che in questo momento non gode di buona stampa…
“Io, Ermanno Pieroni l’ho visto una sola volta. Quando venne a Roma per prospettarmi l’acquisto del Taranto. Fu un incontro velocissimo presso un bar di via Veneto, il tempo di prendere un caffè insieme e dirgli che non ero interessato. Taranto è troppo lontano. Mentre qui a San Benedetto ho anche casa. Dove? In via Ugo Bassi. Mai più parlato con lui da quel giorno. Ho dovuto smentire tante notizie false apparse sul web”
C’è anche Moneti da smentire visto che lei mi ha detto che ha chiesto lui un ruolo societario (presidente onorario) mentre Moneti dice l’esatto contrario. Oltre a non essere d’accordo sulla rateizzazione della sua cosiddetta… buon’uscita.
“Eravamo in quattro quando ci siamo visti e parlati. Se vuole l’8% non glielo diamo, noi lo consideriamo un regalo. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, possiamo confrontarci sempre ma pretendere di gestirlo da socio di minoranza è impossibile. Tozzi Borsoi, Borghetti, Piccioni e altri sarebbero molto utili. Noi abbiamo costruito 5 squadre negli ultimi anni, non siamo gli ultimi arrivati. Con il Città di Marino arrivammo secondi dietro la Salernitana di Lotito. Se poi Moneti trova qualche imprenditore che investe e fa gestire a lui l’aspetto tecnico può ritenersi fortunato, magari un giorno capitasse anche a me”
A proposito dell’esclusione alla ricapitalizzazione può essere più chiaro?
“Si può mettere nello statuto che eventuali necessità di bilancio vengano sistemate da chi è in maggioranza senza che, nel nostro caso, Moneti e i rappresentanti della tifoseria e dell’imprenditoria locale vedano scendere la propria percentuale di quote che resterebbe rispettivamente di 8% e 22%. Ce lo hanno detto i nostri legali. Potrebbero controllare la gestione quindi anche uscite e entrate della società”
A proposito, l’entità della singola quota e del capitale sociale lo avete stabilito?
“Diciamo sui 5/7 mila euro cadauna. Quindi per circa settecento mila euro. Per l’inizio, per lo start up. Metteremmo a disposizione circa 500 mila euro compresa la quota spettante a Moneti di 200 mila euro circa. Tutti i versamenti saranno certificati con un bilancio pubblico a fine anno come obbligo per le Srl. Consultabile però da chi ha quote societarie in tempo reale. Ogni 20 giorni ci sarà un Cda per verificare la situazione economica e tecnica. La Sambenedettese non sarà più gestita da una Asd che non è controllabile”
E possibile una gestione simile tra i dilettanti?
“In Eccellenza no mentre in serie D i giocatori possono essere pagati e quindi contrattualizzati in modo trasparente fino ad un massimo di 25 mila euro lordi. Noi diremo basta alle pratiche precedenti che riteniamo illegali. Per dirla in modo chiaro noi daremo qualcosa di meno ma certo, rispetto a quanto altri… promettono. Non sono solo, ci sono altri due soci, di cui uno di Porto San Giorgio”
Nobile Capuani che parte avrebbe?
“Non lo so mentre posso testimoniare che si sta impegnando molto solo per amore della Samb. Per quanto riguarda la struttura societaria, un ruolo importante ce l’avrà il segretario che è fondamentale per tutto”
I contatti con le istituzioni avverranno alla luce del sole?
“Non solo, chiederemo di mettere tutto nero su bianco con delibera comunale”
Non è un rischio farlo dopo aver acquistato la società?
“In effetti sì ma sappiamo che c’è già una bozza di accordo tra il sindaco e Moneti (me lo ha detto lui) che noi porteremmo avanti. Il più grande male del calcio? I genitori dei giovani calciatori e la Lega che ha sbagliato moltissimo negli ultimi anni. I direttori sportivi? Vanno controllati”
Ha letto l’intervista che ho fatto all’imprenditore di Torino, di origini campane come le, i Luigi Appierto che ha parlato apertamente di soldi da versare sul tavolo davanti ad un notaio?
“Sì e credo che, volendo, potrebbe essere utile per la causa Samb”

In attesa degli sviluppi ecco una mia singolare proposta

Intervista, credo esauriente, che mi ha fatto venire in mente quella che, se le cose stanno veramente come gli attuali aspiranti all’acquisto della Samb dicono, sarebbe una soluzione ottimale. In pratica tutti dicono di voler aiutare economicamente la Samb ma nessuno di loro può garantire programmi alla Bellini (con l’Ascoli) per dirla in maniera semplice. Perché allora non si uniscono e contribuiscono insieme ad un capitale sociale consistente.

Dopo averli ascoltati credo che, se Moneti, Appierto, Milone, Esposito, il mister x jesino fossero sambenedettesi un accordo lo troverebbero subito, visto che tutti hanno affermato di voler versare denaro sulla società rossoblù perché appassionati di calcio. Faccio un esempio che invito le persone sopracitate a leggere.

Capitale sociale di 900 mila euro suddiviso in quote tra Moneti, Milone, Appierto, Esposito, mister x, rappresentante di associazioni di tifosi: quota cadauno di 150 mila euro. Cifra super accessibile per le sei componenti. Chiaramente l’attuale presidente sarebbe esente dal versamento per cui la somma restante di 750 mila euro servirebbe per sanare eventuali debiti esistenti (100 mila?) con i 600-650 mila euro rimanenti che diventerebbero un milione circa uniti agli abbonamenti, a sponsor vari, a contributi della Lega per il settore giovanile.

Per il primo anno la gestione tecnica resterebbe a Moneti che potrebbe anche essere nominato Direttore tecnico e presidente per la stagione 2014-2015. Insomma una buona partenza senza grandi sforzi economici individuali che darebbe buone speranze di promozione in Prima Divisione. Altrimenti si riprova l’anno dopo con le stesse modalità. Dalla stagione 2015-2016 il presidente, il direttore tecnico, il responsabile del settore giovanile, il responsabile dei rapporti con la tifoseria, il responsabile dell’ufficio stampa verrebbero eletti all’interno del Cda. E così via.

È più un’utopia che una proposta seria? Forse sì ma proprio questo è il punto dove casca l’asino: solo uno di loro sarebbe sambenedettese e tifoso della Samb, tutti gli altri no. Non voglio però mettere limiti alla provvidenza e mi aspetto un parere dai personaggi che ho citato. Non è un obbligo ma è anche vero che sono stati loro a cercare la Samb non viceversa. Se accettassero tutti, o qualcuno di loro, potrebbe essere un bel passo avanti. Del resto gli ultimi presidenti in serie B (Caioni e Zoboletti) sono diventati sambenedettesi e tifosi rossoblu, il primo era di Monsampolo, il secondo di Reggio Emilia!

AGGIORNAMENTO

Ci ha scritto Giulio Spadoni per comunicare quanto segue:

Caro Nazzareno, ancora a distanza di un anno devo leggere cose inesatte sul mio conto. Mi riferisco alla tua intervista al signor Antonio Esposito che
riferisce di un appuntamento con me venerdi 7 luglio 2013 sul lungomare. Io non conosco il signor Esposito, mai in vita ho parlato con lui, ne tantomeno ho avuto appuntamenti disattesi per la vendita della Samb, che tra l’altro non era nelle mie facoltà non essendo proprietario ne amministratore. Venerdi 12 luglio (non venerdi 7 (corretto Ndd), basta consultare un calendario per verificare l’errore) ho ricevuto la telefonata di Moris Carrozzieri che mi diceva che un suo amico (presumo ora Esposito) voleva acquistare la Samb, dissi a Moris di parlare con Pignotti e gli diedi il numero di telefono del presidente. Fine. Credo che i due abbiano parlato ma non ne conosco i contenuti, ammesso che possano interessare.

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