SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dall’ultimo atto della Commissione d’inchiesta sullo stadio sono passati più di venti giorni. Era il 4 febbraio quando Pierluigi Tassotti concludeva i lavori con le audizioni di Renato Ciarrocchi e dei consiglieri comunali Loredana Emili e Sergio Pezzuoli.
Ma da allora il presidente non riesce a mettere a punto una relazione conclusiva, essendo privo dei verbali di varie sedute. “Sono indietro di quattro – dice lui – non intendo fare polemica, però il ritardo non è molto normale. In settimana tornerò dalla segretaria comunale sperando di entrarne in possesso. Se non me li procuro per me diventa impossibile realizzare un documento finale”.
Tassotti ritiene i verbali fondamentali, in quanto contenenti passaggi importanti riscontrati durante i vari colloqui. Ad esempio, le spiegazioni fornite dall’ingegner Enrico Cinciripini, uno dei soci della Rdp, avevano mostrato delle discrepanze rispetto alle successive dichiarazioni della dirigente del municipio Renata Brancadori.
Improbabile, a questo punto, che la discussione possa avvenire nel corso della prossima assise. I ritardi del Comune costringeranno ad una posticipazione del dibattito. Nel frattempo, il presidente attende la risposta dell’Osservatorio Regionale per i lavori pubblici, coinvolto per analizzare la correttezza dell’iter nella stipula della convenzione per gli interventi al Riviera delle Palme.

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E’ veramente incredibile quello che sta accadendo nella nostra citta’!!!
Ogni giorno esce una notizia nuova che allarma l’opinione pubblica!!!
La vicenda della famosa …COMMISSIONE STADIO che, a tutt’oggi non sembra avere una fine.
Poi, l’incompiuta del LUNGOMARE NORD.
Adesso si sono accorti, alla vigilia delle ultime sfilate, che i capannoni del…Ballarin non sono a norma, mettendo a rischio anche le sfilate del 2 e 4 marzo!!!
Ma questi…psuedoamministratori si sono accorti che la nostra decantata RIVIERA DELLE PALME non c’e’ piu’!!!
Ma chi glieli deve dare questi verbali? La stessa segretaria che non dava i documenti richiesti da Gambini del M5S perchè ciò comportava un aggravio del suo lavoro? Ma quanto ha da far questa qua?
Considerando la remunerazione che prende la Dott.ssa, il solo fatto di aver apportato come scusa “l’aggravio del suo lavoro” dovrebbe portare il Sindaco o a cacciarla oppure ad abbattere la RAL del 70%. Ma tanto si sa che le logiche dominanti non sono quelle del servizio pubblico bensì altre….