SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Riprendiamoci la storia, riconquistiamo la gloria. Ristrutturate la Fossa dei Leoni”. Lo striscione, firmato Casa Pound, è stato affisso venerdì notte alla balaustra della curva sud del Ballarin. Un atto pacifico, rivendicato dal movimento di destra, che esprime “perplessità e preoccupazione” circa le sorti dell’ex casa della Sambenedettese.

“Nel corso degli anni – dice Roberto Ruffini, responsabile locale di Casa Pound – si sono susseguite diverse ipotesi circa il futuro dell’impianto. Dall’abbattimento, alla riqualifica, da sede del Museo della Sambenedettese, alla scellerata idea di un grattacielo di venti piani al suo posto. L’unica cosa certa però è che in otto anni questa amministrazione comunale non ha mosso un dito per salvaguardare il patrimonio storico, affettivo e culturale che lega la città di San Benedetto alla struttura. Anzi, lo vorrebbe svendere al primo costruttore, sottolineando, ancora una volta, il distacco che esiste tra l’attuale classe dirigente comunale e la cittadinanza rivierasca”.

A dire il vero, l’ipotesi del grattacielo non ha mai interessato il campo sportivo, bensì il perimetro antistante situato lungo Viale Colombo, dove insistono gli scheletri di due palazzine di proprietà della ditta Santarelli.

“La nostra città – denuncia CasaPound – soffre la mancanza di strutture idonee capaci di ospitare le numerosissime società sportive presenti nella zona; ristrutturare e rendere agibile il Ballarin darebbe una boccata di ossigeno a tutte quelle associazioni in cerca di casa. Inoltre, con l’affitto dei locali, degli impianti e con la concessione delle gestioni delle strutture ricettive, il Comune potrebbe tranquillamente auto-finanziarsi la spesa per la riqualifica dell’area. L’idea, dunque, è quella di rendere l’area usufruibile sette giorni su sette, capace di ospitare sia locali ricettivi, sia locali adibiti a palestra ed uso sportivo. Le strutture verrebbero reperite spostando i garage dei carri allegorici carnevaleschi e quelli della Croce Rossa in luoghi più adeguati”.

Il sogno, probabilmente irrealizzabile, è riportare la squadra rossoblu a giocare al Ballarin, come ai tempi d’oro. “Ormai da anni stiamo osservando come le società di serie A siano sempre più intenzionate a spostarsi in impianti più piccoli. Qualcuno potrebbe sostenere che il vecchio stadio non è più idoneo.  Vorremmo ricordare impianti sportivi come il Ferraris di Genova, il Tardini di Parma, l’Atleti Azzurri di Bergamo o il Menti di Vicenza, dove con le dovute proporzioni e le dovute modifiche per la sicurezza si gioca ancora oggi”.

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