SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dieci proposte  per ripartire e avviare il corteggiamento ai centristi. I Socialisti prendono per mano il Pd in vista degli ultimi due anni di mandato, prima del ritorno al voto nel 2016: “Un conto è tenersi in piedi con 15 consiglieri, un altro è con 13. Una maggioranza ricompattata può anche ambire ad aprirsi ulteriormente a nuovi alleati. La costruzione riparte da adesso”.

L’occhiolino viene strizzato all’Udc e a Marco Calvaresi, che al prossimo giro potrebbero confluire in un centrosinistra chiamato alla difficile missione della terza conferma consecutiva. “Se però c’è tensione è difficile trovare un interlocutore”, fa notare il segretario Umberto Pasquali. “Per questo abbiamo stilato un nuovo cronoprogramma che ci rilanci”.

Il patto-bis con i democratici è puntellato su precisi punti: risparmi e riduzione della spesa pubblica; eliminazione totale delle partecipate; riqualificazione del lungomare nord; sistemazione della foce dell’Albula; nuova piscina; manutenzione di strade e marciapiedi; pulizia della città; riduzione delle sagre estive, autorizzando solo quelle con particolare attenzione ai prodotti ittici locali. Nel listone compare inoltre la volontà di rimodulare le premialità per dirigenti e personale, che tenga conto delle mutate condizioni finanziarie dell’ente, oltre alla richiesta di ridurre la pressione fiscale comunale.

Tanti temi, “qualcuno più importante rispetto ad altri”, tra tormentoni datati quasi due lustri e qualche piccolo innesto. “La manutenzione è una priorità e viene prima del restyling del lungomare – dice la coordinatrice dei democrat, Sabrina Gregori – quando sento la gente noto che sono altre le cose da sistemare per i cittadini”.

Il futuro? Nelle mani del Pd, chiamato dagli alleati della Rosa Rossa a smettere di litigare per tornare a focalizzare gli obiettivi. La Gregori, in sella da quasi due mesi, punta il dito contro il predecessore, colpevole di non aver soffocato alla nascita i malumori di Loredana Emili e Sergio Pezzuoli. “Felice Gregori avrebbe dovuto risolvere la questione, la città sta soffrendo questa situazione. Mi infastidisce molto il fatto che chi è stato al comando per sette anni dia lezioni a me, arrivata da pochissimo. Ritengo che anche il segretario provinciale Di Francesco sia responsabile. Nessuno ha mai voluto affrontare il problema per paura. La sconfitta è del Pd, non dell’amministrazione. Non abbiamo saputo intercettare certe istanze”.

Eppure, a facilitare lo strappo coi dissidenti, fu lo stesso primo cittadino nel famoso Consiglio Comunale del 26 novembre 2012, nel quale si approvò l’ormai celebre delibera sul distributore di benzina che, oltretutto, non avrebbe mai visto la luce a fronte di un bando andato tristemente deserto l’estate passata. “Il Pd si sarebbe dovuto riunire e discuterne – continua la Gregori – non andò così. Spettava al partito opporsi, non all’amministrazione”. Episodio che in realtà si verificò, con l’allora segretario che cercò in tutti i modi di rinviare la votazione del documento di qualche settimana. Invano.

“Molte volte non siamo d’accordo con i provvedimenti varati dal centrosinistra – interviene Pasquali – nonostante ciò li appoggiamo. Così si deve fare quando fai parte di una squadra. Come Socialisti avremmo voluto che il Consorzio chiudesse. Abbiamo tuttavia sposato il rinvio di sei mesi, adeguandoci alla proroga”.

PD, LA NUOVA SQUADRA Sabrina Gregori ha infine comunicato la composizione definitiva dell’Unione Comunale : Vittoriano Capretti sarà il tesoriere, Tonino Capriotti il vice, Renato Novelli presidente dell’assemblea, Antonio Mastrangelo responsabile della formazione, Alessandra Mazzocchi responsabile dei tesseramenti e Claudia Maduli responsabile della comunicazione.

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