SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta da alcune organizzazioni sindacali dei concessionari di spiaggia in merito alla discussione sulla sdemanializzazione delle parti commerciali delle concessioni demaniali. La lettera è indirizzata ai senatori della V Commissione.
La lettera è firmata da Fiba Confesercenti, Oasi Confartigianato, Assobalneari, Coordinamento Cna, Sib Confcommercio.
Onorevole Senatore,
negli ultimi giorni, il dibattito pubblico e giornalistico sul disegno di legge di stabilità A.S. n. 1120, è stato quasi del tutto monopolizzato dagli emendamenti, presentati da senatori appartenenti sia alla maggioranza che all’opposizione, inerenti una diversa disciplina del procedimento, già vigente, di sdemanializzazione riguardante il demanio marittimo oggetto di concessione demaniale con finalità turistica ricreativa.
Purtroppo dobbiamo registrare che questi emendamenti sono stati oggetto, tranne poche e lodevoli eccezioni, di un vero e proprio festival di dichiarazioni allarmistiche e di banalizzazioni tanto ironiche quanto superficiali che rischia di impedire di comprendere il senso e la portata degli stessi oltre che di criminalizzare un comparto economico cruciale per il sistema turistico dell’intero Paese.
Si è gridato alla “vendita delle spiagge” quando non verrebbe in alcun modo toccato ciò che riveste ancora i caratteri della demanialità e nel mentre è stabilito il prezzo di mercato per la cessione di quelle limitate porzioni di aree che, al contrario, hanno perso definitivamente la destinazione ai pubblici usi del mare.
Si è urlato di una lesione dell’ambiente nel mentre la disciplina ambientale del litorali è minuziosamente disciplinata da leggi, regolamenti e innumerevoli strumenti di pianificazione demaniale, ambientale e urbanistico dalle Regioni agli EE.LL., oltre che al parere vincolante delle Sovrintendenze, alla quale tutti, sia i titolari attuali che eventualmente i proprietari futuri, si attengono o dovranno attenersi.
Nello stigmatizzare le evidenti strumentali forzature e gli attacchi tanto grossolani quanto calunniosi di qualche esponente politico alla disperata ricerca di una visibilità e di un ruolo parlamentare magari perso, riteniamo meritevoli di considerazione le legittime preoccupazioni, in buona fede, sulla portata e gli effetti di questi emendamenti.
In via preliminare si rileva che l’oggetto della ipotizzata vendita non sono né le spiagge, né il demanio marittimo ma solo quelle aree che, formalmente ancora classificate tali, non rivestono più i caratteri della demanialità per la irreversibile loro trasformazione a seguito delle opere che siano state regolarmente assentite dalla Pubblica amministrazione (è, infatti, ben acrobatico e surreale riconoscere la permanenza della destinazione a un “pubblico uso del mare”, ad esempio, di un ristorante realizzato oltre un secolo fa su quello che era allora demanio e che formalmente e anacronisticamente continua ad essere qualificato tale ancora oggi).
Il provvedimento di cd sclassifica del demanio marittimo è, del resto, già previsto dal nostro codice della navigazione sin dal 1942 che, infatti, con l’articolo 35 dispone che “le zone demaniali che dal capo del compartimento non siano ritenute utilizzabili per pubblici usi del mare sono escluse dal demanio marittimo con decreto del ministro per le comunicazioni di concerto con quello per le finanze”.
Ciò è avvenuto da decenni e senza scandalo alcuno in centinaia di casi e ogni qualvolta si è in presenza di un allontanamento del mare e conseguente costruzione, sui cd relitti del mare, di interi quartieri cittadini o di infrastrutture (strade, piazze, lungomari, ecc.) puntualmente e giustamente sdemanializzati e ceduti, a titolo gratuito, agli Enti pubblici (da ultimo, qualche settimana fa, al Comune di Rimini) o a titolo oneroso ( addirittura qualche isola) , ai privati.
Per cui, si tratterebbe solo di meglio precisare, oltre che di dare impulso, alle iniziative di verifica della permanenza o meno dei caratteri della demanialità marittima stante anche la vetustà di una linea demaniale risalente nel tempo (in alcuni casi al 1899!) e la comprensibile inerzia delle Capitanerie di porto che hanno perso, con la recente legislazione degli anni ’90, tutte le competenze gestionali conservando solo quelle di polizia e vigilanza.
Sulle modalità previste da queste proposte emendative si ribadisce che è del tutto fuori luogo parlare di “svendita” o di “regalo ai concessionari” in quanto le cessioni dovranno avvenire ai correnti prezzi di mercato.
In definitiva, attraverso una ridefinizione delle competenze e del procedimento, si chiede ai concessionari balneari di venire incontro alle esigenze pubblicistiche di un rapido quanto significativo abbattimento del debito erariale facendosi carico di questa operazione straordinaria diretta a valorizzare, proprio nell’interesse pubblicistico, quei cd relitti che non rivestono più i caratteri della demanialità.
Questa iniziativa parlamentare, che segue analoghe prese di posizione di Autorevoli membri del Governo, trova l’interesse e il favore delle scriventi organizzazioni di categoria pur consapevoli del grande sforzo che si chiede a un settore stremato, oltre che dalla crisi economica, dalla pressione fiscale (si ricorda, ad esempio, che siamo le uniche aziende turistiche ad avere l’aliquota IVA ordinaria al 22 % invece che quella speciale al 10 % applicata a tutte le altre) e dall’incertezza normativa per una legislazione risalente al codice della navigazione che necessita di un riordino per adeguarla alla nuova realtà sia economica che ai principi costituzionali e comunitari.
Chiediamo, comunque, che queste proposte, come eventualmente altre, siano serenamente esaminate e discusse senza falsi quanto infondati preconcetti e senza offensive banalizzazioni perché le 30.000 imprese italiane che rappresentiamo meritano soprattutto rispetto e considerazione e non la presa di posizione pregiudiziale, magari di chi continua ad opporsi a qualsiasi iniziativa che riguardi questo settore, con argomentazioni fragili e inconsistenti, in alcuni casi palesemente strumentali e false, arrivando persino a infangare e demonizzare 30.000 famiglie e aziende a conduzione familiare disonorandole quale potente “lobby”, nel mentre le stesse ben meriterebbero di essere difese, elogiate e sostenute quale peculiarità italiana che costituisce un fattore di successo e di competitività del turismo nazionale.

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Da semplice cittadino trovo questa lettera un mero tentativo di voler rimediare alla proposta shock di messa in vendita delle spiagge o di parte considerevole di esse,in quanto dal punto di vista sostanziale, senza addentrarci in noiosissimi e poco comprensibili tecnicismi giuridici,la tesi della lettera che tende ad equiparare la sdemanializzazione di alcune aree per la creazione di piazze,lungomari, strade ecc,tutte opere sdemanializzate per il perseguimento di una funzione pubblica, non trova corrispettivo con la sdemanializzazione di una struttura quale bar,ristorante ecc, che andrebbe ad assolvere ad una funzione privatistica e quindi incompatibile con la funzione per la quale la… Leggi il resto »
quando ad un locatario scade il contratto di locazione, se il locatore non rinnova l’accordo, il locatario è tenuto a rilasciare l’immobile così come se lo è visto consegnare, sgombrandolo di quanto ci ha aggiunto nel tempo, si chiama rimessa in pristino. Così cari concessionari di spiaggia, una volta cessata la vostra concessione dovreste avere l’accortezza di riconsegnare il bene avuto in concessione e di smontare tutti i vostri manufatti e ristabilire lo stato quo ante e non pretendere di acquistarveli per non toglierli mai più….Molti manufatti, abusivi e poi condonati sono in palese contrasto con quello che è il… Leggi il resto »
avrei voluto dire le stesse cose non aggiungo altro tranne bravi berry e sabri67
La ringrazio, ma non si tratta di essere bravi o meno, basta applicare un po’ di buon senso, le rimostranze dei concessionari Balneari sono senz’altro leggittime, ma non possono negare di aver goduto per anni e con il bene placito della politica tutta(destra e sinistra) di un regime di favore, che di fatto aveva snaturato la funzione stessa della Concessione trasformandola in una proprietà. Ora sia ben chiaro che la Direttiva Bolkestein non è la panacea di tutti mali e non è affatto detto che con la messa all’asta delle concessioni le cose migliorino, questo dipenderà dalla capacità dei nostri… Leggi il resto »
Cari lettori, sono un concessionario , rispetto il vostro pensiero su questo argomento , ma dai vostri commenti deduco che avete un giudizio preconfezionato. Sicuramente se tutte le nostre strutture non fossero li dove oggi sono, e parlo per la nostra San Benedetto soltanto, probabilmente avremo un luogo più naturalistico, ma niente di più. Guardando la città senza queste attività includendo hotel, residence , case vacanze , b&b, bar, ristoranti ma tutte le attività del genere, inclusa la pesca che negli anni 80′ era la seconda flotta di pescherecci sotto solo a Mazzara del Vallo con 100 pescherecci e che… Leggi il resto »
Le sue parole sono del tutto comprensibili, ma Lei la conosce la differenza tra concessione e proprietà!? Non crede che il fatto di rinnovare le concessioni in maniera automatica sia stato,oltre che una presa in giro nei confronti dei cittadini,un vero e proprio abuso di potere attuato dai nostri governanti!? Non è forse per questo che siamo sottoposti ad una procedura di infrazione!? Poi dato che parla di futuro occupazionale dei giovani,categoria di cui il sottoscritto appartiene, mi potrebbe spigare il perché se un giovane vorrebbe e potrebbe prendere in concessione uno stabilimento per qualche anno, si troverebbe a pagare… Leggi il resto »
Le vostre risposte mi dimostrano che non avete la minima conoscenza della storia legislativa balneare. Comunque vi ricordo che l’automatismo per le concessioni demaniali è arrivato nel 2001, e fino ad allora le licenze avevano validità quadriennale e che chiunque avesse voluto far richiesta di tali concessioni, poichè le attività o aziende erano vendute a chi voleva acquistarle per il valore che il mercato della domanda e dell’offerta creava, era libero di intervenire e fare la migliore offerta. Le regolano che governano il mondo balneare risalgono agli anni del dopo seconda guerra mondiale, abbiamo obbedito alle normative, le leggi sono… Leggi il resto »
É vero San Benedetto senza le attività descritte da Max22 sarebbe un’altra realtà, ma non necessariamente peggiore o meno vivibile. Credo, che Max22 non debba dimenticare che le attività balneari hanno goduto di eccessivi e forse non sempre giustificati “vantaggi” anche con il consenso della politica tutta. Infine, San Benedetto è quello che è, bella o brutta che sia, per la partecipazione di tutti i cittadini, per fortuna… o purtroppo.
Alcuni utenti hanno già perfettamente fatto comprendere qual è l’altro lato della medaglia che i balneatori hanno esposto nella lettera (concetti concessione/proprietà, pseudo-situazione di monopolio, favoritismi ecc). Vorrei aggiungere che: – il bellissimo italiano nel quale è scritta la lettera può avere un significato così riassumibile: che ce frega di come abbiamo fatto ristoranti e annessi vari in CEMENTO su un litorale di proprietà DELLO STATO e quindi di TUTTI i CITTADINI ITALIANI; ormai codesti sono lì, rimuoverli sarebbe come darsi la zappa sui piedi, perciò ora vendeteci quei tratti di litorale sul quale sono costruiti, e possibilmente vendeteceli ad… Leggi il resto »
senza manco voler fare tanti calcoli ma un semplice conto della serva, se consideriamo che con uno chalet, anche di piccole e medie dimensioni, spesso ci campano e anche bene 2 o 3 famiglie, lavorando come dici tu solo qualche mese all’anno, il conto è presto fatto….
ma dove sta scritto che i balneatori debbano prendersi le spiagge gratis senza gare e a vita. Sono già fortunati ad averle avute in affitto/concessione, si accontentino e stiano calmi.