ASCOLI PICENO – 4 anni di reclusione  e mille euro di multa. Questa la condanna comminata a Marco Spadini, 40 anni, pescarese, ritenuto uno degli autori del colpo alla Banca Popolare di Spoleto di Porto D’Ascoli, che l’11 luglio del 2006 fruttò alla banda, composta da altri tre complici, un bottino di ben 41 mila euro.

Poco dopo l’orario di apertura pomeridiano, il gruppo, armato di taglierino, fece irruzione nella banca a volto scoperto. Momenti di panico tra i clienti e i dipendenti dell’istituto di credito, che per pochi ma intensi minuti furono rinchiusi in uno degli uffici della banca, legati ed imbavagliati. I criminali, infatti, dopo essersi assicurati il campo libero, evitando così che qualcuno potesse dare l’allarme, costrinsero il direttore a consegnargli tutto quanto contenuto nelle casse, quantificato in 41 mila euro. Dopo il colpo riuscirono a fuggire. Una latitanza – durante la quale compirono altri assalti armati, tra cui ad una banca di Pescara – durata fino al 2007, epoca in cui vennero assicurati finalmente alla giustizia.

La condanna, emessa questa mattina, 13 marzo, dal collegio giudicante (presidente Emilio Pocci, giudici a latere Marco Bartoli e Giuliana Filippello), si aggiunge ad altre sentenze a carico dello Spadini, già detenuto al carcere di Teramo, per aver seminato il panico in molte zone d’Italia, da Pescara a Venezia, con colpi messi a segno in diversi istituti di credito. Un ruolo tutt’altro che secondario, il suo, considerato l’autista della banda e colui che svolgeva funzioni di ricognizioni.

Spadini ha collaborato, nel corso degli anni, con la Procura di Ascoli, raccontando lo svolgimento degli episodi delittuosi e ammettendo le proprie colpe. “Valuterò se ricorrere in Appello”, dichiara il suo avvocato difensore, Fabrizio De Vecchis. 

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