RIPATRANSONE – “Ringrazio tutti i cittadini per la vicinanza manifestata in questa situazione e la grande partecipazione per l’evento che mi ha colpito come sindaco” con questa frase il primo cittadino di Ripatransone, Remo Bruni, torna sull‘atto vandalico che l’ha reso vittima.

Ancora non si conoscono eventuali moventi e colpevoli e durante la conferenza stampa del 22 febbraio non sono emerse novità.

Ricordiamo che nella notte tra il 20 e il 21 febbraio degli ignoti, intorno alle 2,15 hanno cosparso di liquido infiammabile l’Alfa Romeo 147, che il sindaco aveva parcheggiato sotto casa, in via Don Augusto Camei, la via che conduce al Colle e gli hanno dato fuoco. L’incendio ha danneggiato Danneggiata lievemente anche la Fiat Grande Punto del figlio del primo cittadino, che era parcheggiata vicino a quella del padre. Nella zona, non essendoti attività commerciali, non esistono delle telecamere e tutt’ora la denuncia rimane verso ignoti.

Sul posto solo la bottiglia di plastica con residuo di liquido infiammabile e nessun altra traccia.

Colpendo la mia figura si è colpita la intera amministrazione e anche la comunità – continua Bruni- Con questa conferenza vogliamo dare l’idea di compattezza in questa città e continueremo a lavorare senza discriminazione e se diciamo dei no è perché siamo costretti. Di questo atto vandalico non trovo giustificazione. Ormai Il Comune è diventato il Front office dello Stato e il cittadino lo sa visto che è il primo luogo dove fare richieste e critiche, ma non ci risulta alcuna nostra azione che possa aver scatenato tale gesto. Se con questo atto chi l’ha prodotto pensa o pensava di intimorire, mettere paura, si sbaglia: abbiamo sempre agito senza perseguire alcun interesse personale ma solo quello comunitario e continueremo così. Non cambieremo il nostro modo di agire per questo incidente”.

Sull’argomento interviene in conclusione anche Paolo D’Erasmo: “Rimettiamo con forza l’atto vandalico che non rappresenta la nostra città”.

 

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