TERAMO – Nella Samb che vince contro l’Amiternina abbiamo visto due, forse tre, squadre. La prima è la Samb che stiamo imparando a conoscere negli ultimi tempi, una squadra attenta, ordinata, grintosa. La Samb dei primi minuti (e delle ultime partite) ha letteralmente asfaltato gli avversari, forte di una ferocia agonistica e di un potenziale tecnico con pochi eguali. Dopo 56” Napolano è già arrivato alla conclusione, finita sul fondo e corretta pochi minuti dopo, quando da più lontano (e di destro) esplode il tiro che piega le mani di Spacca ed entra in rete, portando i rossoblu in vantaggio.

Un Samb “precoce”, ma che non sorprende, capace di sparigliare le carte in tavola senza permettere ai giocatori di Angelone di speculare sul risultato.  Il 4-3-3 dell’Amiternina è infatti molto coperto: Gizzi e Lenart, che partono a supporto di Pedalino, rientrano spesso per creare superiorità e filtro in mezzo al campo, ma i rossoblu non subiscono nulla e, anzi, controllano pienamente la partita.

Nei primi 30′ la palla è ostaggio dei rossoblu, bravi a schiacciare l’Amiternina e spesso pericolosi sotto porta. Napolano e Santoni sono bravissimi ad allargare il gioco, Traini (in costante proiezione offensiva) perfetto nel dare un’opzione di gioco in più una volta arrivati nella parte calda del campo.

Al 9′ Santoni va vicino al 2 a 0 con un gran colpo in rovesciata, al 19′ Traini e Carpani – in mischia – trovano il portiere prima e il salvataggio di Lenart poi. Al 27′ ci riprova Traini , poi ancora Scartozzi. La Samb domina, ma rallenta col passare dei minuti, accontentandosi dello scarno vantaggio per controllare un avversario ordinato in campo, sì, ma poco incisivo.

Dopo in finale di primo tempo a bassa quota, la ripresa ci restituisce la seconda Samb, quella di inizio anno. Quella – così forte, così fragile – che venne saccheggiata al Riviera proprio dai pirati di mister Angeloni. E così oltre al campo sembra essersi invertita l’inerzia della gara: di fronte ad un’avversario molto più molle l’Amiternina riacquista coraggio, e dopo cinque minuti – gli stessi che aveva impiegato Napolano a portare in vantaggio i rossoblu – Lenart (un Re Mida per caso) si inventa un grandissimo tiro da 35 metri, che trasforma una palla innocua nel gol del pareggio.

Per i rossoblu è uno choc: la Samb perde metri su metri, concedendo spazi e fiato ai giocatori in casacca gialla, che per un quarto d’ora diventano veri padroni del campo. Palladini tenta di correre ai ripari inserendo Forgione al posto di Santoni, ma la squadra – anziché sfruttare lui e Napolano ai lati del campo – inizia ad incaponirsi nel cercare l’imbucata risolutrice per Pazzi (marcatissimo).

Colti dall’ansia di risultato i giocatori diventano frettolosi e imprecisi, e passano diversi minuti difficili. Proprio nel momento di maggiore imbarazzo, tuttavia, scatta qualcosa. A suonare la carica ci pensano Traini e Napolano: il primo pressando tutti fino all’area avversaria, il secondo facendo incetta di punizioni che – oltre a far scorrere un brivido dietro alla schiena di Spacca – permettono ai rossoblu di tornare in avanti.

Nell’ultima mezz’ora i rossoblu tornano quelli del primo tempo, ma nonostante ci provino in tutti i modi – con Napolano su punizione, con Scartozzi in ribattuta, con Traini su calcio d’angolo, con Shiba e in mischia – il gol non arriva. Siamo a cinque dal termine e mentre già si pensa all’occasione sprecata (troppe volte la Samb non è riuscita a recuperare in extremis) accade completamente ib controtendenza col solito spartito.

Punzione di Napolano, mischia in area, gol di Traini, proprio lui, che manda in rete gettando all’aria ogni timore. E’ in questo momento che arriva la “terza” Samb, quella dei risultati pesanti. Finora i rossoblu avevano sempre sofferto queste situazioni, e n egli ultimi minuti non avevano mai risolto la gara. Il gol di Traini, seguito poi dal 12° centro di Shiba, è stato un evento, nel microcosmo di questa serie D, speciale.

La Samb ha cambiato tendenza, replicando quel che il San Cesareo fa spesso e volentieri. Una vittoria in zona “San Cesareo”, dimostrando maturità, forza, fortuna. E un organico invidiabile.

Palladini nel post partita aveva parlato di “tante carte da mettere in gioco”: come dargli torto? La Samb che può permettersi il lusso di tenere Shiba in panchina, e che può mettere a gara in corso giocatori come Onesti e Forgione, è una squadra piena di risorse e potenzialità. Basti vedere il Traini degli ultimi tempi, che Palladini ha avuto il tempo di aspettare e che ora sta dando tante gioie ai tifosi rossoblu.

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