SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mancanza di posti letto, carenza di personale medico e paramedico, lista di attesa che vanno oltre un mese per una semplice radiografia e il protrarsi dei tempi per un intervento chirurgico.

Sono alcuni dei punti oggetto di una lettera che il presidente del Comitato di quartiere Porto D’Ascoli centro Elio Core indirizza al governatore della Regione Marche Giammario Spacca riguardo a una serie di inefficienze dei servizi dell’ospedale civile Madonna del Soccorso.

“Giornalmente – si legge nella lettera – pervengono alla mia attenzione decine di telefonate di cittadini di questa comunità che lamentano una situazione di forte precarietà riguardo alla nostra struttura sanitaria che riveste una notevole importanza data la posizione strategica della città e se si pensa poi ai numerosi pazienti provenienti dai paesi limitrofi grazie ai quali è garantito un bilancio attivo sulla mobilità”.

Dopo un breve excursus relativo ai provvedimenti legislativi in materia di sanità dagli ultimi trent’anni a questa parte – come la legge 833 del ’78 che trasferiva dai Comitati di Gestione alle Regioni la piena gestione amministrativa e organizzativa delle strutture ospedaliere, la costituzione delle Asl negli anni ’80 arrivando ai giorni nostri con le recenti Asur e le cinque Aree Vaste dai cui si è preso spunto per un’eventuale realizzazione di un ospedale unico che unirebbe Ascoli con San Benedetto – il presidente della delegazione di Porto D’Ascoli coglie l’occasione per invitare Spacca a una riflessione mettendo in discussione un modello organizzativo sanitario delle Marche ormai obsoleto e inadeguato non soltanto per i cittadini ma anche per i dipendenti e in generale per l’intero territorio.

“Ritengo – prosegue Core – che sia giunto il tempo per la politica di fare un passo indietro riguardo al settore sanitario e venga restituito il primato alla competenza e le decisioni agli esperti del settore, elementi venuti meno anche a seguito di riforme sanitarie decise dallo Stato e introdotte dalla Regione stessa”.

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