SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mentre al CERN di Ginevra i migliori scienziati e astronomi del pianeta danno il benvenuto al Bosone di Higgs, che avrebbe permeato l’universo conferendo la massa alle particelle elementari generanti lo stesso, allo chalet Da Luigi di San Benedetto Del Tronto un folto gruppo di curiosi da il benvenuto al filosofo Moreno Montanari, che a sua volta permea il macrocosmo dell’esistenzialismo conferendo la proprie formule applicate alla risoluzione individuale di una serie di preconcetti che assillano tutti noi, condizionando le nostre vite.

In entrambe le locazioni, sono le stelle il punto congiungente. Montanari, assieme ai relatori Filippo Massacci (blogger di Leggere54) e Mimmo Minuto (de “La Bibliofila”), danno il via all’ormai contemplata rassegna “Scrittori Sotto Le Stelle”, con il primo appuntamento ufficiale.

Un libro, quello di Montanari, che non contiene elementi medico/terapeutici di sorta alcuna e che non ha l’ipocrita pretesa di risolvere i problemi delle persone in qualche decina di pagine. In realtà, rappresenta più un componimento con una ponderante vena di sottofondo intima e personale del suo autore, un viaggio all’interno di se stesso che si proietta nel costellato universo esistenziale caratterizzante tutti noi, in un’ottica in cui la materialità delle nostre persone s’incastra perfettamente con gli elementi fondamentali che hanno plasmato l’individuo stesso: contesto, inadeguatezza, passato, nichilismo, morte.

Se è vero quello che diceva il filosofo Friedrich von Schiller, ovvero che “E’ la volontà che fa l’uomo grande o piccolo”, il libro di Montanari mira propria a catturare quella determinazione, facendo leva sul costituente del cambiamento percepito come metodo risolutivo per comprendere appieno chi siamo stati, chi siamo e come potremmo essere nell’implementazione di noi stessi”.

“Il libro passa in rassegna alcune domande della mia vita che ho pensato potessero essere tali anche per altre persone – dice Montanari – Il primo capitolo parla della medicalizzazione della vita, siamo sempre più sottoposti a fattori esterni che ci espropriano della capacità di prenderci cura di noi. Nel secondo affronto il tema del senso di inadeguatezza che ci spinge a comprare o fare qualcosa che ci completi, validando il vuoto che cerchiamo di riempire come occasione per rilanciare la nostra vita. Nel terzo la difficoltà ad accettare il tempo che passa, l’ineluttabilità dei fatti accaduti. In realtà il passato non passa, siamo la nostra storia ma siamo soprattutto la capacità di rileggerla. Nel quarto tratto il nichilismo ma in un’ottica positivista per ricominciare partendo dalla crisi di tutte le illusioni e scoprire nuovi valori. L’ultimo capitolo è sulla paura di vivere e morire. Tanto più abbiamo paura di vivere, tanto più siamo spaventati dalla morte”.

Ne “La Filosofia Come Cura”, Montanari offre la chance di ripensare il proprio modo di stare al mondo con nuovi punti di vista, indirizzando il lettore verso percorsi migliori.

“Da parte mia non c’è la pretesa di volere cambiare la vita di nessuno – continua l’autore – il libro di per sé è inteso più come un modo per evitare l’incuria, focalizzando su partecipazione e interesse nei confronti di noi stessi e delle nostre vite tramite l’arte della filosofia applicata al quotidiano”.

Per Mimmo Minuto, tra gli organizzatori della rassegna, iniziare con un libro del genere “E’ stata una scelta importante, credevo che in estate sarebbe stato pesante parlare di questo argomento, ma abbiamo constatato che ha avuto grande valenza e le persone hanno partecipato attivamente”.

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