SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo dall’assessore all’Ambiente e Urbanistica di San Benedetto, Paolo Canducci.

Credo sia necessario intervenire per fare un po’ di chiarezza sulla vicenda che ci sta occupando in questi giorni: l’ampliamento del depuratore e le polemiche con D’Angelo.

Innanzitutto è opportuno ripercorrere tutti i passaggi di questa storia. La precedente amministrazione Gaspari, che vedeva i primi due eletti della lista Verdi, Marinucci e Canducci, rispettivamente consigliere e assessore all’ambiente, decideva di nominare Presidente della Riserva Sentina Pietro D’Angelo per due motivi, il primo perché si era candidato con i Verdi (giungendo terzo e contribuendo alla vittoria della coalizione di centrosinistra) e il secondo perché aveva le qualità e le competenze per assumere questo importante ruolo.

I risultati raggiunti in questi anni hanno confermato la bontà di quella scelta, che ripeto è stata fatta da Gaspari, lo stesso sindaco di oggi, e condivisa da tutta la maggioranza, la stessa di oggi, e non si può certo dire che nel 2006 Perazzoli non ci fosse. Sostenere, però, che i risultati raggiunti sono merito di una persona sola significa offendere e svilire l’impegno che è stato profuso da tanti a partire dall’attuale amministrazione che da sempre crede nelle potenzialità ambientali e turistiche della Sentina e che in questi anni ha lasciato massima autonomia decisionale al Comitato di indirizzo, intervenendo quando necessario con importanti finanziamenti e svolgendo un ruolo decisivo nei rapporti con gli altri Enti coinvolti: Regione, Comune di Ascoli e Provincia. Questi ultimi sono stati protagonisti delle scelte fatte, in particolare l’assessore Travanti e gli assessori Marcaccio e oggi Antonini hanno sempre condiviso ogni passaggio dimostrando grande sensibilità e determinazione. Non va dimenticato, altresì, il ruolo silenzioso ma costante della Direzione e delle Associazioni Ambientaliste che con il loro contributo di competenza e passione arricchiscono le iniziative che vengono svolte all’interno della Riserva. Da ultimo non si può non riconoscere una parte di merito ai residenti i quali, attraverso il consigliere Marinucci e l’Associazione Sentina, in questi anni hanno saputo segnalare le urgenze e allo stesso tempo hanno fatto insieme a noi un percorso di consapevolezza e formazione sul ruolo fondamentale che svolge la Riserva.

Questa è la ricetta che ha portato ai successi di questi anni, affidarsi alle capacità di una sola persona non era il nostro obiettivo, perché in questo modo si fa poca strada, l’amministrazione vuole che ci sia una popolazione che difende la Riserva non singole persone di buona volontà. E con questo spirito si è proceduto alla nomina del nuovo Presidente che senza dubbio è espressione di un partito, come lo era D’Angelo, ma ha anche le competenze, come le aveva D’Angelo. A dimostrazione della volontà di proseguire nel buon lavoro svolto il sindaco aveva proposto allo stesso D’Angelo di continuare a collaborare anche nella veste di vicepresidente, ma l’invito non è stato accolto dall’interessato. Ciò che non mi è chiaro è come mai Gaspari e l’amministrazione di centrosinistra nel 2006 hanno fatto la scelta giusta e oggi a detta di qualcuno le stesse persone ne stanno facendo una sbagliata.

Torniamo al depuratore. L’amministrazione di San Benedetto non ha richiesto il raddoppio del depuratore, è stata una richiesta del Ciip e dell’Ato in sede di Vas del Piano di Gestione della Riserva, piano di gestione approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di San Benedetto a dimostrazione dell’unità di intenti di tutta l’amministrazione. I responsabili tecnici della Vas stanno cercando di trovare una soluzione a questa richiesta e anche il Comitato di indirizzo è stato investito del problema. Giocare con le parole approvato, avallato, condiviso, contestato non aiuta a capire ma solo a polemizzare.

Comune e Riserva non vogliono parlare di un’ipotesi di raddoppio senza un progetto chiaro, cosa che abbiamo in più occasioni richiesto agli Enti competenti, la discussione per noi deve essere limitata a prevedere un’area filtro più ampia che in futuro, se dovessero esserci necessità di adeguamento del depuratore, potrà essere utilizzata esclusivamente per questo scopo. Alla fine si è deciso anche su consiglio del tecnico della Regione e per evitare di subire un domani una procedura per pubblica utilità, di coinvolgere lo stesso gruppo di lavoro che aveva lavorato al Piano di Gestione, coordinato dal professor Sargolini dell’Università di Camerino, gruppo scelto in assoluta autonomia dal Comitato di indirizzo, allo scopo di far elaborare loro un’ipotesi di ampliamento dell’area filtro che fosse compatibile con il Piano di Gestione. L’ipotesi è stata confezionata e presentata al Presidente D’Angelo il quale la riteneva percorribile tanto da iniziare l’iter di coinvolgimento della Direzione e del Comitato di indirizzo. Quindi dice il vero D’Angelo riferendosi a quanto riportato in documenti ufficiali, ma dice il vero anche Rocchetti, che non sapeva nulla di questa storia essendo arrivato dopo, e si è limitato a riferire quanto riferitogli dai tecnici coinvolti nella Vas.

Se la Conferenza dei Servizi sulla Vas dovesse non accogliere la richiesta del Ciip e dell’Ato e allo stesso tempo mandare avanti il Piano di Gestione sia l’amministrazione che il Comitato sarebbero i primi a giovarsene, avendo proposto un Piano che non prevede l’ampliamento della zona filtro. Al contrario se il Piano non dovesse andare avanti perché non si trova una soluzione per questo specifico problema, allora per il bene della Sentina tutti dobbiamo impegnarci per condividere una proposta compatibile con la destinazione dell’area, sapendo che il depuratore c’è già ed è al servizio di tutta la collettività, è impensabile tutelare una riserva ed ostacolare interventi di adeguamento sulla depurazione delle acque, è una contraddizione enorme.

Al di là di ciò il resto è solo polemica portata avanti da forze politiche che ritengono vantaggioso elettoralmente incutere timore nelle persone per ogni cosa, rischiando di smentire anche se stesse, come nel caso della centrale di biogas al depuratore. E’ noto infatti che la produzione di energia da biogas ricavato dalla digestione dei fanghi di un depuratore permette di chiudere in modo corretto il ciclo dei rifiuti, evitando di emettere in atmosfera diossina, come nel caso degli inceneritori, e riducendo la quantità di materiale da portare in discarica.

L’unico interesse dell’Amministrazione è l’approvazione definitiva del Piano di Gestione della Riserva e, come abbiamo fatto negli anni scorsi, anche oggi lavoreremo insieme alla Regione, al Comune di Ascoli e alla Provincia per il raggiungimento di questo importante obiettivo.

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