GROTTAMMARE – L’ex amministratore delegato della General Electric Jack Welch (una multinazionale statunitense particolarmente attiva nel settore della tecnologia) diceva che “insegnare alle persone e credere in loro stesse è la cosa di gran lunga più importante che si possa fare”.

Pensiero che il Grottammare Calcio ha abbracciato a pieno nonché processo evolutivo di un progetto ben definito dal presidente Furnari e dai suoi collaboratori che una volta insediati dopo la gestione Pignotti, si sono adoperati ad una realizzazione/rivoluzione societaria e amministrativa che vedeva tra i tanti punti d’intervento il concepimento e adempimento del Grottammare Calcio come scuola di formazione calcistica.

Tale sviluppo, iniziato circa un anno fa, è adesso in fase di approdo con l’ufficialità dell’attribuzione.

Il responsabile del settore giovanile Bruno Talamonti precisa che “ora siamo riconosciuti come scuola calcio e a fine anno arriverà anche la qualifica emanata dalla Lega. Questo comporta un’acquisizione di merito a livello nazionale e l’iscrizione all’interno di un ristretto numero di squadre della regione marche che possono vantare tale onorificenza”.

Infatti, Grottammare incluso, al momento della composizione di questo articolo le società calcistiche marchigiane accreditate come scuole calcio sono soltanto sei.

Percorso non facile visto che ci sono una serie di esami da superare ed inoltre bisogna costantemente dimostrare agli organi di controllo competenti l’organizzazione e l’operosità di tutti i tecnici coinvolti nelle molteplici fasi di “indottrinamento” sportivo.

“Ogni mese la federazione viene a farci visita – continua Talamonti – per controllare che i nostri specialisti (preparatori, psicologo, allenatori, ect… ndr) lavorino secondo le direttive imposte dalla Lega. Inoltre partecipiamo a vari progetti con le scuole del territorio che contribuiranno al consolidamento della nostra attività formativa”.

Il presidente Furnari commenta: “Appena insediatomi una delle prime cose che ho voluto ristrutturare era il settore giovanile, per il semplice fatto che tutto parte dal basso e abbiamo capito fin dall’inizio l’importanza del formare qualche giocatore da poter mettere un domani in prima squadra o da cedere ad altre società. Scopo primario è appunto fare scuola calcio per dilettanti con uno sguardo rivolto al professionismo. Questo fornisce a noi l’impronta di una società seria, organizzata, preparata con buoni istruttori e buone strutture in modo tale da poter accogliere più ragazzi possibile e conseguentemente ci offre un margine ampio di selezione. Ci piace l’idea di poter progressivamente diventare un punto di riferimento per la riviera”.

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