SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “L’amministrazione non toglierà nulla che prima non sia già stato sostituito e ampiamente migliorato. Ci siamo posti il problema di cercare risorse finanziarie alternative rispetto al metodo dell’aumento delle tasse. Con le dismissioni delle vecchie scuole ogni euro ricavato verrebbe reinvestito in opere pubbliche ad esclusivo beneficio della città. La logica nasce da motivazioni ben precise”. No, non sono dichiarazioni di Giovanni Gaspari. A parlare così, nel lontano 2004, fu al contrario l’assessore comunale alle Finanze Luca Vignoli, che sperava in tal modo “di non gravare ulteriormente sui bilanci delle famiglie”.

Semplice no? Vendere i plessi datati per consentirne la costruzione di nuovi di zecca (in particolare la Curzi in via Togliatti). Un metodo per far cassa che tuttavia rappresentò un primo campanello d’allarme per una maggioranza, capitanata da Domenico Martinelli, che sarebbe andata a strapparsi definitivamente appena un anno dopo.

Aspre critiche giunsero dall’ala ribelle degli aennini, composta da Benito Rossi e Giorgio De Vecchis, alle quali si sommarono quelle puntuali di un’opposizione che arrivò persino a proporre un Referendum consultivo sulla questione.

“Siamo di fronte allo smantellamento sistematico del patrimonio pubblico”: esternazioni queste sì dell’attuale primo cittadino, sette anni fa capogruppo dei Ds in Consiglio Comunale. Lo stesso che però oggi, a parti invertite, propone l’accorpamento di alcune scuole primarie con la vendita delle strutture obsolete, in seguito ad una variante che ne attesti il cambio di destinazione.

“Non abbiamo altre risorse e questa potrebbe essere una possibilità. Ma sia chiaro, le operazioni verrebbero fatte con assoluto criterio”, ha precisato a più riprese la democrat Loredana Emili. Fatto sta che i propositi di assorbire alcune sezioni in altre più ampie rimangono. E’ vero, la città cambia, muta, con quartieri che si intasano ed altri che si svuotano. Ma nonostante ciò fa specie, e non poco, assistere ad un totale scambio di ruoli.

“Quando lo proponemmo noi accadde il finimondo”, scherza oggi l’azzurro Pasqualino Piunti. “Avevamo tutti contro. Se accetteremo questa proposta? Potrebbe darsi. Prossimamente diremo la nostra. Tutto dipenderà da come verrà formulata e dai suoi contenuti specifici”. Ed in attesa che il Pdl batta un colpo, sul prossimo numero di Riviera Oggi (da giovedì 27 in edicola) ripubblicheremo nella rubrica vintage “Riviera20” l’intervista integrale a Vignoli di Daniele Mauro.

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