VAL VIBRATA – Nel caos dell’emergenza rifiuti in Val Vibrata c’è spazio anche per la polemica scoppiata tra il sindaco di Ancarano Angelo Panichi e il primo cittadino di Controguerra Mauro Scarpantonio. Nel bailamme di accuse reciproche e rimpalli di responsabilità tra enti e aziende, con la Eco Consul che lamenta mancati pagamenti per i servizi effettuati, l’Unione dei Comuni che contesta i rincari, i Comuni che non versano da anni il corrispettivo sui rifiuti, la Poliservice che annaspa nell’emergenza con la spazzatura che persiste sulle strade, si inseriscono i due sindaci, con una contesa nata in merito alla riapertura della piattaforma di Sant’Omero. Oggetto della discussione anche una lettera inviata da Panichi ai sindaci della Città Territorio e alla Poliservice in cui chiedeva le modalità di gestione dell’emergenza rifiuti di questi giorni, e quale sistema alternativo si stesse utilizzando dopo l’interruzione del servizio della ditta di Ancarano.

Una iniziativa criticata da Scarpantonio che accusa il collega, delegato all’Ambiente all’Unione dei Comuni, di essersi mosso in ritardo nell’ultimo anno per risolvere il problema dei rifiuti in Val Vibrata, per il quale è urgente cercare soluzioni che abbattano i costi.

“Io mi preoccupo dei cittadini della Val Vibrata, – risponde Panichi – a partire da quelli di Ancarano, ponendo in essere tutti gli atti necessari affinchè i rifiuti non rimangano sulla strada per chiari motivi igienico-sanitari, ma forse Scarpantonio non fa altrettanto con i suoi concittadini di Controguerra, ai quali dovrebbe anche opportunamente spiegare come mai il suo Comune non paga più la spesa per i rifiuti dall’anno 2009 all’Unione dei Comuni, pur se ha riscosso la Tarsu con tutte le debite previsioni di bilancio previste dalla legge”.

Il sindaco di Controguerra però contrattacca sostenendo l’importanza della riapertura della piattaforma di Sant’Omero, da cui si potrebbe trarre un notevole risparmio rispetto ai costi attualmente sostenuti dall’Unione, e chiede un maggiore interessamento sulla vicenda a Panichi, in quanto delegato all’Ambiente.

“Al momento l’unica piattaforma funzionante nella zona è quella della Eco Consul – spiega Scarpantonio – Riaprendo quella di Sant’Omero l’Unione potrebbe risparmiare, visto che ora si serve di un’azienda di Chieti”.

“Per il corretto funzionamento della piattaforma – risponde Panichi – destinata solo all’accoglimento dei rifiuti differenziati – si devono conseguire ed ottenere tutte le autorizzazioni de caso previste dalla normativa vigente”.

Autorizzazioni che però sarebbero già state ottenute poiché stando a quanto riferisce Scarpantonio “mercoledì è stato compiuto il sopralluogo dell’Arta, della Asl e della Provincia di Teramo, che hanno dato parere favorevole per la trasferenza e il trattamento dei rifiuti nel sito”.

Incertezze infine ci sono anche sugli effettivi risparmi qualche giorno fa paventati dall’Unione dei Comuni con il servizio di trattamento dei rifiuti offerto dalla nuova azienda. “Si ritiene sia doveroso attendere prima di parlare di aumenti e risparmi in questa situazione attuale di emergenza – aggiunge Panichi – visto che ad oggi non sono ancora pervenuti i costi di gestione di questa fase, compreso e soprattutto quelli del trasporto”.

Su una cosa però i due sindaci sono d’accordo: che la Poliservice fornisca tutta la documentazione inerente il ciclo dei rifiuti e i costi sostenuti nei vari passaggi, e che illustri anche come sta procedendo in questi giorni di emergenza, per avere un quadro chiaro della situazione. Una panoramica che la società dell’Unione dei Comuni non avrebbe finora mai fornito, nonostante ripetuti solleciti.

Insomma, una situazione nella quale si evince scarsa comunicazione e coordinamento tra Unione dei Comuni, Poliservice e i sindaci delle amministrazioni civiche. E intanto i rifiuti, da giorni lungo le strade della Val Vibrata, stazionano in attesa di essere ritirati.

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