SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un Piano Regolatore degli Orari per contrastare i locali cosiddetti “fracassoni”. La proposta arriva da Luca Spadoni, assessore con delega ai Rapporti con i Quartieri, dopo che anche il Florentia World – costretto ad anticipare l’orario di chiusura dalle 2 alle 24, fino al prossimo 30 settembre – è finito nel mirino della Polizia Municipale dopo le proteste dei residenti della zona per i ripetuti episodi di disturbo della quiete pubblica. In precedenza era stata la volta del BarCode e del Caffè Mentana, colpiti da altrettante ordinanze sindacali.
“Bisogna appunto regolare gli orari di chiusura degli esercizi in base alla zona in cui sono situati”, spiega l’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà. “Chi vuole investire in questo settore deve inoltre conoscere i vincoli a cui va incontro. Le esigenze di divertimento si scontrano con quelle del riposo. La situazione è arrivata oltre la soglia di tolleranza; non incolpo i gestori ma il problema esiste eccome”. Assolte dunque almeno parzialmente le strutture, perché, come precisa sempre Spadoni “i provvedimenti non implicano per forza delle responsabilità dirette dei titolari. Si deve però prendere atto del fatto che così non si può più andare avanti”.
Le misure comunali pertanto sembrano non andare troppo incontro alla soluzione della questione, dato che diversi locali, nonostante la chiusura anticipata, continuano incolpevolmente ad “ospitare” nei piazzali antistanti un nutritissimo numero di persone fino a notte fonda. “Il Comune non si occupa dell’ordine pubblico – replica Spadoni – bensì ha compiti amministrativi. I suoi strumenti a disposizione sappiamo quali sono, per il resto tocca alle forze dell’ordine intervenire”.
Intanto è stato fissato per martedì alle ore 15 un incontro presso il Florentia dove, con la presenza di clienti e tutti gli organi d’informazione il proprietario Luca Trovarelli commenterà l’ordinanza sindacale emessa la scorsa settimana.

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Sono d’accordo con l’imposizione di orari e regole certe e trasparenti. Che siano però regole uguali per TUTTI, una volta tanto.
Come la mettiamo col “rumore” dei Summer Games e della Notte Bianca?
Caro Luca, finalmente discutiamo di una proposta concreta: mi fa piacere. Sono però un pò perplesso, perchè una “zonizzazione” degli orari non mi convince. Intanto, gli esercizi di cui si parla non fanno orari “proibitivi”, ma in genere chiudono alle 2. Questo significa che, volendo ridurre la possibilità d’apertura a mezzanotte, la grandissima maggioranza dei pubblici esercizi si troverà a dover seguire il “nuovo” orario. Mi pare abbastanza improponibile, soprattutto considerando che occorrerebbe trovare un criterio ragionevole e applicabile ovunque. Provo a dirne un paio. Supponiamo che il criterio diventi la vicinanza alle abitazioni; in questo caso, due locali come… Leggi il resto »
Mi riaggancio un attimo al commento di Daniele Primavera… D’accordissimo sul fatto che, a San Benedetto, manchi l’idea stessa di vigilanza pubblica. Altrimenti non si spiegherebbe la situazione rumori od il ripetersi in continuazione di atti vandalici… Credo che, se si andasse ad esaminare il dato sanzioni emesse per violazioni nei due ambiti di cui sopra, questo sarebbe “irrisorio” rispetto a quanto accade nella nostra città. A questo punto, però, c’è da chiedersi se, a fine 2011, abbia ancora senso la Polizia Municipale così come è strutturata oggi. Per circa nove mesi l’anno, i Vigili cessano il loro servizio intorno… Leggi il resto »
La questione della vigilanza è spinosa. Intanto io partirei col chiarire che la Pubblica Sicurezza non è compito dei vigili urbani, che hanno altra funzione. Di certo però l’attuale assetto e dispiego di forze dei nostri vigili non è sufficiente a garantire quel livello di presidio che richiederebbe una città come san benedetto, piccola nei numeri ma in realtà dalle problematiche quasi metropolitane. C’è uno squilibrio tra l’attuale organizzazione del corpo di PM e i problemi che abbiamo, al punto che preferiamo pagare i vigilantes privati per fargli girare i parchi di notte, come se fosse una cosa normale. Una… Leggi il resto »
Scusa Daniele,
ma che ai Vigili non spetti la pubblica sicurezza e’ stabilito per legge o e’ una scelta lasciata ai singoli Comuni?
Mi e’ personalmente capitato a Roma, nel modenese ed in Toscana di vedere vigili impegnati nel controllo delle persone e del territorio, in situazioni che nulla avevano a che fare con il Codice della Strada. E se non ricordo male, pochi anni fa la stampa nazionale si occupo’ dei Vigili di Parma, accusati di razzismo, durante uno degli ordinari e ricorrenti servizi antidroga…
Daniele nel tuo ragionamento hai utilizzato un metodo secondo me poco fair. Parti dal presupposto che il piano deve essere fatto per penalizzare certi locali piuttosto che altri. Questo principio è uguale a quello delle ordinanze di Gaspari!!! Io mi focalizzerei più sui “requisiti” di un locale. Cioè ad esempio in base a delle zone individuate per destinazione d’uso (quartieri prevalentemente di uso residenziale vs quartieri con prevalente uso commerciale) stabile dei requisiti. Ti cito alcuni esempi: Il locale Sugar non ha mai registrato particolari lamentele (seppur frequentato) perchè da un alto confina con attività commerciali ed industriali e dall’altro… Leggi il resto »
No Alessandro, forse non mi sono spiegato. Quello che intendevo è che qualunque regola poni, di fatto, va a penalizzare alcuni locali ed a favorirne altri; il che non è discrezionale, a differenza delle ordinanze di gaspari, ma è frutto di una regola chiara, trasparente, condivisibile e sulla quale l’imprenditore può programmare. Quindi ben vengano le regole, “abbasso” le ordinanze, almeno da un punto di vista politico e tecnico. Il problema però è che bisogna scorporare il ragionamento tra l’intervento sul rumore DIRETTO del locale (per cui va benissimo quello che dici), ad esempio quello generato da una discoteca all’aperto… Leggi il resto »
Daniele, concordo sulla responsabilità degli individui al di fuori dei locali, ma questa materia non è già oggetto di normative di riferimento? Basterebbe qualche sanzione esemplare per ridimensionare il fenomeno…
Ho fatto questo appunto per essere certi e in qualche modo tutelare gli operatori del settore. In questo modo è più facile individuare i colpevoli di tali disagi.
Secondo me è anche la somma che fa il totale come diceva Totò. Ovvero 200 persone che parlano fuori fanno un rumore infernale e in quel caso l’unico modo che puoi adottare per dissuaderli è chiudere il locale. Abito sulla Nazionale e di notte anche la voce di una persona che rimbomba tra i palazzi ha un impatto notevole. Credo che senza un Piano Regolatore Generale questo problema sorgerà sempre, ricordo in serie l’House Cafè, poi il Fruit e Salad (ex SODA), il Florentia (in circa 3 location diverse) e il BarCode che hanno avuto gli stessi problemi. Se ci… Leggi il resto »
@daniele e Alessandro, siamo pratici: gli volete proprio male ai nostri simpatici operatori di polizia municipale! Uno o due vigili in quei contesti “caldi” starebbero solo a prendere insulti e probabilmente botte; se vi suona strano, chiedete a loro e avrete conferma. Le poche volte che si sono visti, hanno girato al largo seguiti da pesanti sbeffeggiamenti, e hanno fatto finta di niente per evitare cose peggiori… L’idea di definire regole certe e uguali per tutti differenziando le zone è buona, ma forse occorre anche andare a vedere perché nella stessa zona un locale ha una clientela che entra, consuma… Leggi il resto »
“Uno o due vigili in quei contesti “caldi” starebbero solo a prendere insulti e probabilmente botte; se vi suona strano, chiedete a loro e avrete conferma.
Le poche volte che si sono visti, hanno girato al largo seguiti da pesanti sbeffeggiamenti, e hanno fatto finta di niente per evitare cose peggiori…”
Male, malissimo.
Si chiama omissione di atti d’ufficio, passibile di denuncia penale.
Se pensavano di essere pochi per intervenire possono ed hanno diritto a chiedere l’intervento non solo di colleghi ma anche di altre forze dell’ordine quali polizia e/o carabinieri per motivi di ordine pubblico.
Visto come s’è comportato il comune dopo i precedenti incontri con i titolari dei locali, consiglio a tutti di NON partecipare. Va a finire che questa volta, dopo due giorni, vi ritirano la licenza.
Almeno Spadoni sa leggere i commenti di questo giornale! Mi sa che ci sono più buone idee qui che in tutto il consiglio comunale e commissioni. Vediamo se almeno questa amministrazione è capace di fare questo piano che è sicuramente utile…
Caro Direttore da cittadino trovo alquanto singolare la soluzione proposta dall’Assessore Spadoni. Mi spiego meglio: consideriamo, per ipotesi, che a San Benedetto vi siano due bar che, d’ora in avanti per brevità, indicheremo come X ed Y. X ed Y sono entrambi dei bar, hanno una metratura simile, effettuano praticamente gli stessi servizi, ma si differenziano soltanto per la “posizione geografica” in città. E, dunque, solo in base alla loro localizzazione, verrebbero praticamente “discriminati”: ovvero X che si trova in centro dovrebbe chiudere ad es. alle 24, Y invece, solo perchè situato magari un chilomentro più a sud, potrebbe continuare… Leggi il resto »
La penso esattamente come lei. Il suo commento vale più di un articolo. Grazie.
Allora la gravità non è nel piano degli orari che di per se è un piano che andrebbe realizzato insieme al piano regolatore (insieme a mille altri deliverable come il piano dei colori etc etc…). Il problema è che sull’urbanistica non c’è una visione di nessun tipo a San Benedetto. Non c’è un PRG e per anni si è andati avanti a varianti urbanistiche che favoriscono soltanto eterogeneità di trattamenti e disarmonia nel tessuto cittadino. La città si è espressa apprezzando questa modalità di gestione per particolarità e la volontà di dotare questa città di un piano oggettivo è uno… Leggi il resto »
PRG (che ancora non si sa che fine debba fare), piano spiaggia, piano gazebo..
Manca solo il PRG degli orari a far confusione su una situazione normativa che definire “selva oscura” è poco e su cui l’ interpretazione arbitraria la fa da padrona.
La selva è volutamente oscura per trovare sempre un cavillo per incastrare i nemici e interpretare per gli amici. Leggi il mio commento in risposta a Daniele Primavera e forse cambierai idea…
Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione. (Il Perozzi)…
Chi ricorda questa frase tratta da Amici miei?..E’ perfetta per la proposta ironica di Spadoni! Un genio….
Perozzi o Perotti. Come si chiamava il giornalista di Amici miei?
Da molto tempo, in quanto cliente del barcode, mi chiedo perchè l’amministrazione si rifiuti di prendere in considerazione l’idea di mettere pattuglie in via mentana… ha ragione daniele primavera: le tasse le paghiamo tutti… esercenti, clienti e residenti e intervenire in questo modo potrebbe essere una buona soluzione ma si sa… il sindaco adora fare lo scriffo usando due pesi e due misure a seconda dell’utilità che i proprietari dei locali possono apportargli, ed è ovvio che, ad esempio, il Sasushi non rientri tra le sue priorità, e sappiamo tutti quanto quel locale causi disagi di rumore, affollamento, parcheggi selvaggi… Leggi il resto »
Quoto in pieno Daniele Primavera, samba55 e robertina! @lorenzo: i summer games e la notte bianca sono eventi eccezionali: la discussione penso sia rivolta all’ordinario, ai quei locali sistematicamente aperti.
Trovo il commento di grandissimo buon senso! Complimenti
Concordo con i commenti fatti finora: bisogna fare più controlli ed emettere sanzioni nei confronti di chi reca disturbo, il fatto di voler fare i duri nei confronti di alcuni locali sembra davvero una discriminazione e poi mi viene in mente una considerazione in merito alle autorizzazioni che rilascia il comune: come si fa a dare la licenza ad un ristorante che non ha la possibilità di avere tavoli al suo interno e per svolgere le proprie attività deve estendere le sue metrature mettendo dei gazebo (o vetrate) su di un pargheggio pubblico?
Ha detto benissimo l’assessore: “i provvedimenti non implicano per forza delle responsabilità dirette dei titolari. Si deve però prendere atto del fatto che così non si può più andare avanti”. Il piano regolatore degli orari ha il pregio di fare chiarezza nell’individuare le zone in cui si può tirare più tardi e dove no. In base a cosa? Penso che dipenda da quante abitazioni ci sono nella zona e a quale distanza dal locale. E’ chiaro, come ha detto un altro commentatore, che il Jonathan può dare fastidio solo a gabbiani e cefali, mentre il caffè Mentana ha tutte abitazioni… Leggi il resto »
Non credo sia un problema di orario di chiusura… ma di mancanza di senso civico e sicurezza… Chi come me ha avuto la fortuna di girare un po’ per i paesi europei, avrà visto che all’ uscita dei locali ci sono sempre guardie che evitano che si faccia eccessivo rumore, che si urini per strada e che si spaccano bottiglie. Credo che si potrebbe fare anche da noi, certo non dico di applicare ” uno stato di polizia ” ma far si che ci sia più ordine. Poi per il senso civico, quello è un problema di cultura, quindi dubito… Leggi il resto »
E’ chiaro che il problema principale in questi casi è il grado di civiltà delle persone, ma d’altra parte selezionare la clientela è quasi impossibile (anzi, la selezione nel tempo c’è stata, ma in senso negativo). Credo che in questi casi l’unico parametro su cui si può agire sia l’orario dei locali, perché ovviamente bonifiche acustiche dei locali diventano perfettamente inutili quando gli avventori si trovano prevalentemente all’esterno… in questi casi il livello di emissione sonora, se il vicinato è proprio a ridosso del locale, può arrivare anche a 80-90 dB e la zonizzazione acustica del territorio comunale prevede un… Leggi il resto »