intervista a cura di Massimo Falcioni. Riprese e montaggio a cura di Maria Josè Fernandez Moreno. Per visualizzare l’intervista, clicca sull’icona rettangolare in basso a destra

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Simpatia e comicità allo stato puro, con quegli occhi azzurrissimi che sprizzano perenne ottimismo. Eppure in Giuseppe Giacobazzi, sbarcato mercoledì al Palariviera al festival dell’If Tv, qualcuno è riuscito a vederci altro: “Qualche anno fa partecipai a Don Matteo, ma mi fecero fare la parte dell’assassino. Inoltre, accadde che per vari problemi anziché girare all’una del giorno girammo la scena all’una di notte. La troupe era stanca e comprensibilmente stremata. Pensai: se qua sbaglio un ciak mi linciano!”. Dal 2005 è invece agli ordini più congeniali di Gino e Michele, con l’esordio a “Zelig Off” a cui ha fatto seguito il passaggio automatico al fratello maggiore, in prima serata.

Lì i tempi televisivi impongono ad ogni artista una durata del pezzo di sei, sette minuti. Quanto vi sentite limitati?

“I minuti sono addirittura quattro. Poi capita che a noi più anziani diano più tempo (ride, nrd). E’ molto difficile tenersi in quel lasso di tempo, soprattutto all’inizio. Venendo dagli spettacoli dal vivo dove comandi il minutaggio è complesso accorciare i tempi, ma pian piano ci si abitua”.

A “Zelig” sei uno dei pochi artisti che non fa leva su Claudio Bisio. Non credi sia un vantaggio che in seguito ritrovi a teatro?

“E’ pure un rischio. Bisio è una spalla fenomenale; è la colonna portante del programma. Conosco pochissimi comici capaci di porti la spalla come lui. Certo, non sempre ti ritrovi Claudio al tuo fianco. C’è spalla e spalla. Noi monologhisti in questo senso siamo avvantaggiati, non dipendiamo da nessuno”.

Da una parte “Zelig”, dall’altra “Colorado”. Due spettacoli simili che tuttavia presentano innumerevoli differenze, a partire dal linguaggio e dal target di riferimento. Le percepisci?

“Credo che Colorado sia uno Zelig più giovanile. Le trasmissioni sono simili nella forma, ma presentano differenze di linguaggio. Se andassi là dovrei necessariamente riadattare i miei testi. Il pubblico è diverso”.

Da settembre sarai al cinema con “Baciato dalla fortuna”…

“Sì, si tratta di un film con Vincenzo Salemme, Alessandro Gassman, Nicole Grimaudo, Asia Argento, Valeria di Katia&Valeria”.

Ma per un artista abituato al contatto col pubblico, alla risata, all’applauso, non è difficile rendere allo stesso modo su un set cinematografico?

“E’ stata una bella esperienza, mi sono divertito tantissimo. Non c’è stato alcun disagio da parte mia. Il cinema è una cosa diversa, ma recitare in fin dei conti è sempre un rapportarsi agli altri. il rapporto col cast era splendido, andavamo a cena assieme”.

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