Intervista tratta dal Riviera Oggi Estate n.878, in edicola da sabato 9 luglio

Abbiamo raggiunto il figlio del cantautore teramano Ivan, che non poteva non fare tappa ad Alba Adriatica con il suo tour “Viaggi & Intemperie”, dedicato al padre e alle sue canzoni. A più di 14 anni dalla morte di Ivan Graziani, per i suoi fan e per gli amanti della grande musica italiana, il concerto di sabato 9 luglio è stato un’occasione da non perdere.

Come mai la scelta di riproporre le canzoni di suo padre e di portarle in tour insieme a suo fratello Tommaso alla batteria?
“E’ stata anche una nostra scelta, ma quello che più ci ha spinti sono state le tante richieste delle persone che ci scrivevano e che avevano il desiderio di ascoltare ancora la musica di mio padre in concerto”.
Secondo lei, perché suo padre ha avuto meno successo rispetto ad altri cantautori dell’epoca, ricevendo magari meno di quello che meritava?
“Secondo me è soprattutto una questione di coinvolgimento politico. Una volta la musica era politicizzata e mio padre non è mai stato schierato, cosa che tante volte aiutava, e penso ad un De Gregori per esempio. Mio padre ha sempre fatto più le cose che voleva fare, cercando di fornire un punto di vista alternativo”.
Nel suo concerto a Teramo di qualche mese fa, però, ho notato un grande entusiasmo da parte dei giovani, lei cosa ne pensa?
“Stiamo andando verso un rinnovamento del repertorio di mio padre e ci sono sempre più giovani che ci seguono. Ai nostri concerti non ci raggiungono solo le persone che seguivano mio padre prima della sua morte, ma ci sono anche tanti giovani che non hanno avuto questa occasione e vengono a vedere la cosa che più si avvicina alle sue esibizioni”.
Qual è stato il suo approccio musicale nei confronti delle canzoni di suo padre? Le ha rifatte sue oppure ha tentato di tenerle com’erano? Intendo arrangiamenti, la caratteristica voce…
“Io ho cercato di mantenere tutto il più possibile uguale all’originale, perché secondo me non c’era bisogno di cambiare nulla. Fondamentalmente le canzoni sono belle così e abbiamo seguito precisamente le stesure, per renderle simili a com’erano nei dischi di mio padre”.
Come sta andando il tour?
“Molto molto bene, giriamo continuamente: stiamo facendo avanti e indietro per tutta l’Italia da tanto ormai e ancora continuano a chiederci date”.
La sua canzone preferita tra quelle realizzate da suo padre?
“Sai che non ne ho una? Ho un disco, ‘Viaggi e Intemperie’, che è sicuramente uno dei miei preferiti, e che da il nome al nostro tour”.
Quale parte del repertorio di Ivan riproponete nel tour?
“Con ‘Viaggi & Intemperie’ abbiamo riproposto nei concerti dei piccoli capolavori, come Monna Lisa, Pigro, Taglia la testa al gallo, Agnese, Lugano addio, Paolina, Signora bionda dei ciliegi. Abbiamo rispolverato anche brani poco conosciuti, come Gabriele D’Annunzio e Il topo nel formaggio. Il concerto si apre con Fuoco sulla collina, ma tutto non si può cantare: non in una sera soltanto, almeno”.
Suo padre era originario di Teramo e veniva spesso ad Alba Adriatica da giovane, anche per provare con la chitarra. Qual è, invece, il suo rapporto con queste terre?
“C’era con mio padre, ma c’è ancora oggi con noi, un rapporto incredibile e bellissimo. C’è un forte senso di appartenenza e un affetto che non c’è da nessun altra parte in Italia. Sangue è sangue, no?”
Esistono ancora degli inediti di suo padre?
“Sì, un po’ alla volta ne presenteremo qualcuno”.

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