San Benedetto del Tronto – E’ partita l’11 giugno la quindicesima edizione di Scultura Viva. Per chi non lo sapesse, nel Piceno quasi tutti ma quasi nessuno fuori le nostre mura, è la Galleria all’aperto più caratteristica oltre che unica per originalità e bellezza della nostra penisola e oltre.

Per realizzarla ogni anno a metà giugno, dal 1996, artisti-scultori di tutto il mondo vengono al molo sud sambenedettese per trasformare un anonimo “masso” in un paesaggio, in un “quadro marmoreo”, in tanti “disegni” ispirati dalla fantasia di importanti autori.

Quei blocchi quadrati che dividono la spiaggia dal porto con in mezzo la passeggiata sul mare più frequentata da turisti e residenti (meta preferita di molti bambini che amano camminarci sopra), rappresentano, per gli indigeni di una certa età, un ricordo molto romantico dell’infanzia. L’inizio di quel tratto di molo, nei primi anni sessanta,  era famoso e chiamato “tre massi”, un posto dove hanno imparato a nuotare intere generazioni di sambenedettesi, ora sono diventati le prime “tre opere”.

Smetto di fantasticare con i miei ricordi per fare un po’ di letteratura. Come nasce “Scultura Viva”? A chi è venuta in mente? Con molta onestà l’anfitrione, colui che viene appositamente dalla California e sulla quale lavora per molti mesi prima, l’architetto Piernicola Cocchiaro per gli amici Piero, ci ricorda che l’idea è partita da una signora di Porto d’Ascoli che vide in una rivista una cosa simile che veniva realizzata a Caorle nel Veneto. Ritagliò la foto e la inviò in Comune per proporla ad un assessore (Ivano Pennesi) che girò l’immagine a Cocchiaro, il quale ne fu talmente entusiasta che iniziò subito a lavorarci.

E qui viene il bello o meglio il brutto: dopo ben tre lustri la nostra “passeggiata” culturale più bella è ancora fine a se stessa, nonostante che le sculture siano molto vicine al traguardo, situato di fronte al “Monumento al gabbiano” di Mario Lupo. La sua risonanza nazionale (quindi anche internazionale) è vicina allo zero perché solo frutto di un “passaparola” che è una bella cosa ma può essere considerata la cigliegina sulla torta ma… se la torta non c’è.

Dovrebbe essere una Mostra da affiancare in ogni pubblicità nazionale ed estera di San Benedetto del Tronto, come un marchio di fabbrica, con tutti i necessari “attrezzi” promozionali. Per esempio la mancanza di cartellonistica stradale su tutta la Riviera ma anche in tutto il Piceno rischia di far passare le opere inosservate ai nuovi “passanti” che spesso se ne accorgono per caso e senza avvertirne la statura e l’importanza, perché nulla glielo suggerisce all’inizio, durante o alla fine del percorso.

All’uopo, segnaletica e visibilità a parte, suggerei (proprio per far diventare i capolavori un tutt’uno con la nostra riviera) di inviare in tutte le scuole italiane materiale conoscitivo invitandole a scegliere Scultura Viva come meta di gite scolastiche. Prima però andrebbero istruiti e pagati alcuni “ciceroni” per accompagnare le classi lungo il magnifico percorso, per spiegare la storia e il significato di ogni masso. Dico questo perché mi pare che la “passeggiata di Cocchiaro” sia soltanto un’iniziativa turistica e non uno dei simboli più importanti della Riviera picena.

Tipo i “Sassi di Matera”, la “casa di Leopardi” a Recanati, le “Grotte” di Frasassi. “Scultura Viva” di San Benedetto non avrebbe nulla da invidiare perché prodotto artistico realizzato da veri artisti americani, cinesi, australiani, italiani ecc. sul quale si può fondare una bibliografia di rilievo assoluto come si deduce dal bellissimo volume che accompagna l’iniziativa.

Mi scuso per la lunghezza ma non posso non sottolineare che, a parte un contributo del Comune di San Benedetto che però si limita a quello e non alla cosa più importante che sarebbe quella di far diventare il contributo un investimento, la Provincia è da sempre assolutamente sorda. Tanto da non rinnovare il contributo di mille euro che aveva assegnato a Scultura Viva fino all’anno scorso.

Incomprensibile perché non si è capito (e la colpa è un po’ di noi tutti) quanto sia importante lo sviluppo turistico e mediatico, con iniziative di valore, della nostra Riviera, per il capoluogo piceno che ha un capitale storico invidiabile ma con flussi di visitatori che raramente, partono da casa per visitarla. Cosa tra l’altro che potrebbe accadere se, grazie alla Riviera, molti più “bagnanti” potessero conoscerla.

Il discorso è troppo lungo e mi fermo qui ma prima vorrei tanto che in Riviera iniziassero a comparire diciture negative precedute da ex (vedi strade sconnesse, passaggio a livello, Agraria come ghetto ecc.) e non una nuova struttura da chiamare “ex Scultura Viva“.

Un grazie grandissimo quindi al sambenedettese-americano Piernicola Cocchiaro che, tra mille difficoltà, anche quest’anno ha organizzato, con l’aiuto di pochissimi, il “suo” 15° Simposio internazionale di “Scultura Viva”. Questo il programma:

Oggi sabato 11 giugno  alle 17, presso il Palazzo Piacentini, sarà presentata la mostra di pittura “La musica ed il mare”, con le opere pittoriche di Gualtiero Mocenni e Simone Beck Mocenni.

Mercoledi 15 Giugno, al molo sud, alle ore 21,30, presso il monumento al gabbiano Jonathan, si terrà una serata jazz con il Giacinto Cistola Trio.

Sabato 18 Giugno alle ore 10 a Palazzo Piacentini si terrà la Conferenza sulla Koinè dell’Adriatico con Gabriele Cavezzi, Pietro Paolo Menzietti e Renato Novelli. Ore 18.30 presentazione delle opere realizzate e cerimonia di chiusura.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 746 volte, 1 oggi)