ASCOLI PICENO – E’ polemica sui nomi dei nuovi nati nel comune di Ascoli Piceno in questi ultimi tre anni. Dei nuovi bimbi soltanto in due infatti portano il nome di Emidio. Ma più che della scelta dei genitori di non mettere al proprio figlio il nome del patrono , ad attirare la fiammella della discussione politica  sono state le parole del sindaco Castelli, che nei giorni scorsi aveva lanciato “l’allarme Emidio” auspicando un ritorno alle tradizioni nella scelta dei nomi da dare ai neonati.

“Faccio anche seguito ad un appello fatto da Papa Ratzinger nei giorni scorsi. – ha detto Castelli – Il Santo Padre aveva infatti sottolineato l’importanza di dare ai bambini i nomi dei Santi del calendario. E gli ascolani il loro Santo ce l’hanno ben impresso nel cuore’”

Ma per l’Udc  dietro l’allarme lanciato da Castelli ci sarebbe soltanto autopromozione. “Per farsi pubblicità “a costo zero”, caro Sindaco, eviti almeno di trarre gratuiti vantaggi dalle invocazioni del Santo padre”. – scrive in una nota l’esponente del partito Francesco Petrelli.

L’unica vera grande apprensione degli Ascolani, – continua – che per lei dovrebbe necessariamente costituire una priorità assoluta, è quella sociale, determinata dall’ancora fortissima crisi del lavoro, che sta attanagliando in modo particolare il nostro territorio”.
Per Petrelli, insomma, più che dei nomi Castelli si dovrebbe preoccupare “della crescente crisi dei nuovi nati, viste le difficoltà economiche contro cui centinaia di famiglie ascolane giornalmente si battono”.
Per l’esponente del partito di Ciccanti “gli ascolani sono sempre più desiderosi di sue risposte sui grandi temi della Città: Ex Sgl, Polo Universitario, Auditorium, Contratto di quartiere, Prg, Consind e convenzione Saba. Argomenti cui s’aggiungono i problemi di tutti i giorni, come le strade che in alcuni tratti ormai sono al limite della praticabilità: il tratto di Corso Mazzini che dalla Fontana dei cani va verso Porta Maggiore”.
“Perché – interroga l’esponente dell’Unione di Centro – ancora per il Polo universitario non è stato redatto un progetto esecutivo cantierabile? Perché i lavori dell’Auditorium non sono stati a tutt’oggi appaltati? Perché sullo stato di avanzamento del Prg tutto tace?Perché in questi anni l’Ente non ha nemmeno effettuato la quantificazione delle tendenze debitorie verso la Saba, che pare superino i 2,5 milioni di euro?” Sono solo alcune delle domande che Petrelli rivolge al sindaco.

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