SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Difesa della costa, sì a nuove scogliere, basta con i ripascimenti, cioè con il trasporto di sabbia sulle spiagge più erose dal mare. Questa la nuova linea d’azione della Regione Marche, illustrata dall’assessore regionale Sandro Donati in un incontro in Comune con il sindaco Gaspari.
E’ ufficiale, c’è il progetto e ci sono i soldi, un milione di euro di fondi regionali. Le nove barriere frangiflutti davanti alle prime concessioni balneari del lungomare nord verranno rialzate, fortificate e riallineate. Si punta così ad evitare la forte erosione di quel tratto di mare e, con l’eventualità ancora da decidere di un piccolo molo a sud della foce dell’Albula, si vorrebbe ovviare al ristagno di acqua e fanghiglia trasportata dal torrente nel suo affaccio sul mare. Il piccolo molo, qualora venisse realizzato, verrebbe finanziato da fondi comunali.

“Ringrazio la Regione e l’assessore Donati, che hanno lavorato molto per questo finanziamento in tempi in cui le risorse economiche scarseggiano sempre più. Ora ci sono le condizioni, mare permettendo, per concludere i lavori entro maggio”, afferma il sindaco di San Benedetto.

Sulle linee d’azione future per la difesa della costa, Donati ha affermato: “Abbiamo elaborato un piano triennale con interventi e priorità, abbandonando l’opzione dei ripascimenti in quanto sono rimedi che durano poco e costano molto. Con le scogliere i risultati sulle spiagge sono più duraturi”.

Eventuali ripascimenti come quello compiuto nel 2008, dunque, si faranno solo e se il Genio Civile Opere Marittime deciderà di dragare i fondali all’imbocco del porto. In quel caso, le sabbie compatibili con la balneazione verrebbero recuperate e spalmate nelle spiagge più soggette ad erosione.

Sulla cassa di colmata a nord del porto, infine, il sindaco Gaspari ha affermato che Comune e Regione stanno lavorando per trovare un finanziamento che permetta la “chiusura tombale” della vasca adiacente al molo nord del porto, che contiene sabbie non compatibili provenienti dal dragaggio portuale del 2008 e dal dragaggio del porto canale di Senigallia.

I tempi per la copertura della struttura si sono molto allungati rispetto alle intenzioni iniziali, anche se una parte della cittadinanza auspicava che riempire e poi coprire sarebbero dovute essere due operazioni quasi contemporanee. Ed è davvero prioritario, ora, coprire quella vasca per l’intera immagine turistica del porto e delle spiagge vicine.

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