SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Ritorna in aula il processo sul caso del presunto abbandono di minori avvenuto nel bagno della stazione ferroviaria di Porto d’Ascoli il 25 aprile del 2008. Nuova deposizione e nuove informazioni sul caso. Il Carabiniere che intervenne ha aggiunto tasselli alla vicenda che vede accusati una madre, il suo compagno e il capostazione. Filmati video e dichiarazioni a caldo della madre della bambina sono i due elementi esposti principalmente dal teste dell’Arma.

L’8 giugno come persone informate sui fatti, hanno deposto l’uomo che avvertì il capotreno evitando il tragico epilogo, e la donna delle pulizie che scoprì un foglietto dai contenuti ancora misteriosi ma al vaglio della magistratura. Il 26 ottobre il caso è ritornato in aula con una delle ultime deposizioni, quella del Carabiniere chiamato dal capotreno per “sbrogliare la matassa”.

Il militare ha riferito alla corte del tribunale di San Benedetto due dettagli probabilmente rilevanti nel procedimento processuale. Il primo, riguardante l’intervento della madre della bambina avvenuto alcuni istanti dopo il ritrovamento e il secondo, circa il contenuto dei filmati di sorveglianza della stazione acquisiti durante il corso delle indagini.

La donna, secondo il teste, si sarebbe rivolta ai militari riferendo che sua figlia era stata rapita due ore prima ad una festa paesana, ma i filmati di sorveglianza dimostrerebbero tutt’altro non confermando questa versione, secondo il teste, .

Al termine della deposizione del militare è stato ascoltato anche il responsabile di una struttura per minori in difficoltà della provincia di Ancona. Un teste che però non ha fornito elementi di rilevanza al caso, che verrà ripreso a febbraio 2011 con l’ultima delle deposizioni dei teste di riferimento.

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