ASCOLI PICENO – La pubblicità è l’anima del commercio o “è il commercio dell’anima” come riteneva il comico Marcello Marchesi? Questione difficile da risolvere, soprattutto se la pubblicità viene fatta alle inconsapevoli spese del pubblico di un teatro che si trovava, lo scorso martedì 18 e ieri 19 ottobre, al Ventidio Basso di Ascoli, con l’unico scopo di godere dello spettacolo di Arturo Brachetti.

Primo degli appuntamenti previsti dal cartellone del Teatro Sistina, la kermesse del comico trasformista è slittata di mezz’ora dall’inizio previsto, in quanto l’amministrazione comunale e l’assessorato alla Cultura hanno organizzato una “sorpresa” al pubblico pagante (dai 15 ai 35 euro il prezzo del biglietto), deliziandoli con una sfilata di moda con abiti realizzati dalle eccellenze sartoriali del territorio.

Che le “eccellenze del territorio” lo siano veramente è fuori ogni dubbio, ma quello che si chiede di spiegare all’amministrazione invece è perché il valore del “tempo” di un pubblico cittadino non viene considerato, ma anzi venga fatta una  “forzatura” gratuita, su chi si trova in un luogo per godere di una cosa e invece ne trova un’altra, cercando anche di convincerlo che si tratti di una “grande sorpresa”.

Quotidianamente i mass media ci bombardano di messaggi promozionali, ma tutti siamo liberi di difenderci con i mezzi che abbiamo a disposizione, cambiando canale, voltando pagina, spostando il cursore su un’altra stazione radiofonica.  Musica da discoteca e pseudo modelli improvvisati, all’interno di un teatro, è sembrato di poco gusto e poco contestuale al luogo in cui ci si trovava.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 619 volte, 1 oggi)