ISCHIA – Il direttore di Riviera Oggi, Nazzareno Perotti, nei primi anni Novanta, andò ad Ischia con il collega/amico Giuseppe Buscemi e il fratello Pino. Il motivo di quella visita fu un incontro con Domenico Di Meglio, primo giornalista in Italia ad aver fondato dal nulla un quotidiano locale, “Il Golfo”, per riceverne preziosi consigli, visto che proprio in quel periodo stava nascendo l’allora “Sambenedetto Oggi”.

A distanza di vent’anni, trascorrendo qualche giorno di vacanza nell’isola, ho scoperto che purtroppo Domenio “Mimmo” Di Meglio è morto nel 2009, ma ho avuto il piacere di incontrare il 9 ottobre scorso, il figlio Gaetano. Anche lui giornalista. Ecco il sunto della nostra chiacchierata

Ci racconti quella che fu l’impresa di Domenico Di Meglio

“Mio padre inizio a fare informazione auto-prodotta nel 1975, stampava a Napoli e con il traghetto portava le copie del settimanale a Ischia. Dapprima si occupava di sport, poi cominciò a inserire altri argomenti di interesse sociale. La ostinata determinazione a riportare la verità su carta gli creò dei problemi con la Democrazia Cristiana dell’isola. Fu cacciato. Era il 1989, e mio padre si trovò di fronte ad una nuova sfida, la realizzazione di un quotidiano. Nacque così Il Golfo. Le malelingue gli diedero tre mesi di vita, sono 22 anni che va avanti”.

Quale era la linea editoriale scelta da suo padre per “Il Golfo”

“Una linea decisamente innovativa, visto che nasceva con Il Golfo il primo quotidiano locale italiano edito da un giornalista. Si trattavano tutti gli argomenti riguardanti Ischia. Tutto il discorso sociale dell’isola ruotava intorno al giornale. Si rafforzava così una figura scomoda, difficile e sempre in prima linea nella sua città, quella del giornalista locale.

Si spieghi meglio

“Basti pensare a come la cronaca nazionale abbia trattato, prima dell’estate, il caso dell’ abusivismo edilizio a Ischia. E’ facile ritenere giusta la demolizione, quando si scrive a chilometri di distanza e non si conoscono i casi particolari. Io, da giornalista locale, mi sono schierato su“Il Golfo”a favore delle persone. L’abusivismo a Ischia esiste  e la politica l’ha sempre permesso, non trovavo giusto che pagassero un ragazzo uscito faticosamente dal tunnel della droga che si era trovato un lavoro (con il quale si era comprato una casa), due pensionati e una madre single, l’errore commesso da altri. Questo significa stare in prima linea, essere scomodo e non condizionabile ”

La figura di suo padre è stato un punto di riferimento per la comunità ischitana?

“Era prevenuto verso ogni forma di potere, poi magari dopo aver approfondito nello specifico, chiedeva scusa e sposava la causa. Si è sempre prodigato perché il suo giornale fosse libero e che la notizia non fosse condizionata da nulla. Arrivò addirittura a mettere in prima pagina suo fratello che era stato arrestato per un fatto di droga. Questa è libertà! Un personaggio che sicuramente è risultato scomodo a molti, ma di cui oggi Ischia sente la mancanza. Meravigliosi i riferimenti dialettali (pdf in allegato), carichi del vero significato delle cose, per essere compreso da tutti. Credeva alla ‘voce’ (dei cittadini), la cavalcava sempre e le dava spazio nel suo giornale, ospitando, ad esempio, la rubrica fissa di una signora anziana che commentava tutti gli eventi di Ischia.

A proposito, lei sin da ragazzo ha seguito le orme di suo padre ne “Il Golfo”. Dopo la morte del direttore e fondatore del quotidiano, ne è divenuto l’erede?

“Ho lavorato per “Il Golfo” nei  diciassette mesi seguenti la morte di mio padre ma poi me ne sono andato.  Da agosto scorso ho creato un mio blog, “www.tgischia.it” chiuso ai motori di ricerca, perchè riguarda solo ischitani e il loro vissuto,  non i turisti che cercano Ischia su Google. La linea editoriale è sempre quella condivisa con mio padre”

Il direttore Nazzareno Perotti, anni fa fece tesoro dell’esperienza di suo padre, oggi, a distanza di vent’anni che consigli darebbe a chi come me, sta intraprendendo il mestiere del giornalista locale?

“Il giornalista deve essere libero da ogni schema, deve aver dedizione e voglia di mettere anche le mani nel fango. Non deve essere corruttibile, né vendibile. Deve metterci la faccia, sempre, ed esprimere fino in fondo la sua opinione. Scrivere per essere compreso dalla sua gente. Comuni, strade, tribunali, siti internet, facebook, formano il campo di lavoro del giornalista locale. In bocca al lupo, giornalista locale con il vento nei capelli!”

Grazie!

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