GROTTAMMARE – Si torna a parlare di Grande opera e di variante al Piano regolatore, giovedì 16 al bocciodromo la quarta assemblea partecipata con i cittadini.

E torna anche l’opposizione ad esprimere pareri e opinioni. Raffaele Rossi, consigliere comunale per il Popolo delle Libertà, in una nota stampa si domanda «Siamo sicuri che una volta individuata l’area sulla quale realizzare la Grande Opera poi essa verrà realmente costruita? Ad oggi le certezze sono poche, Merli ha diffuso la notizia dando per sicuro il finanziamento di 10 milioni di euro, ma da altre fonti un po’ meno “faziose”, si rileva la disponibilità, ma non tutta la certezza che ostenta il sindaco. Piuttosto non vorremmo che sia stata presa la palla al balzo per risolvere l’annoso problema della cosiddetta area “Ruffini”».

«Di fatto – continua Rossi – nella suddetta zona da qualche anno l’attuale proprietario propone all’amministrazione di fare un accordo di programma, richiesta vana,  a causa di un certo “malumore” all’interno della maggioranza. È vero che qualche sprovveduto potrà dire che l’unica proposta è stata protocollata solo qualche  mese fa, ma tutti sono a conoscenza che da qualche anno girano  le proposte ufficiose (senza essere protocollate). Sarà pure una strana coincidenza ma il semaforo verde della parte più resistente della maggioranza è scattato solo dopo aver individuato nell’area  “Ruffini” lo spazio idoneo per la grande opera».

Il proprietario dell’area in questione, che misura poco più di  80 mila metri quadrati ed è attraversata dalla bretella provvisoria di raccordo tra la S.P. Valtesino e il casello autostradale, ha presentato domanda all’amministrazione comunale per la ridistribuzione dei parametri volumetrici assentiti,  cedendo in cambio al Comune una superficie utile all’eventuale localizzazione della cosiddetta “grande opera” e la realizzazione dei lavori di urbanizzazione, come la strada di raccordo definitiva tra la Valtesino e lo snodo autostradale, un parco vicino al fiume, infrastrutturazioni per regimare le acque bianche e anche un impianto fotovoltaico per generare energia pulita che andrebbe a coprire il valore dei consumi del palazzo comunale.

In vista di questa richiesta, l’amministrazione ha avviato le assemblee partecipate “Periferie al centro”, per decidere con i cittadini se accettare la proposta e per vagliare le idee in merito alla “Grande opera” che la Fondazione Carisap potrebbe realizzare.

Conclude Rossi: «Riteniamo questo modo di amministrare assolutamente contraddittorio, questa maggioranza che amministra Grottammare da 16 anni dopo aver speso circa 500 milioni di lire nel 1998 per realizzare il PRG, non perde occasione di fare carta straccia delle scelte politiche del medesimo strumento urbanistico, aumentando volumetrie e cementificando sempre di più».

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