SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Che i politici ci diano una mano». Caso Manutencoop, il monito viene da Alessandro Pompei della Cgil. Alla ditta titolare del servizio di pulizie dell’Ipercoop Porto Grande, i sindacati contestano il trasferimento di tre dipendenti.

Nel passaggio dalla Servicecoop, riferisce, alla nuova ditta erano stati assicurati i posti di lavoro ed il mantenimento dei rapporti e delle relazioni con i sindacati. Ma tutto ciò non sarebbe avvenuto. Cgil e Cisl in mobilitazione.
Tre lavoratrici a rotazione dal prossimo primo aprile dovranno prestare il loro servizio presso la Protezione Civile de L’Aquila.

Nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Cgil, è stato accennato al fatto che alcune lavoratrici si sottoporranno a delle visite per accertare la presenza o meno dei sintomi di un forte stress psicologico.
«Tutta la vicenda nasce da un accordo siglato il 21 dicembre 2009 – dice Pietro Pizzingrilli – rimesso poi in discussione la settimana successiva. Nell’accordo era specificato che tra sindacati e ditta ci sarebbe stata piena collaborazione mentre quella che si è instaurata è, in realtà, una relazione di facciata completamente fittizia. Non è tutto. Alle dipendenti sono state tolte ferie e permessi maturandi. Si parla di favorire lo sviluppo del territorio poi non abbiamo supporti dall’alto e diamo la possibilità alle multinazionali di instaurarsi nella nostra regione senza nessun occhio di riguardo per la zona nella quale operano».

Per manifestare il proprio dissenso è stato indetto uno sciopero nei giorni scorsi. Durante l’astensione dal lavoro, sostengono dalla Cgil, ad occuparsi delle pulizie al posto delle lavoratrici c’erano altre persone incaricate dalla Manutencoop. Questo ha fatto infuriare sia il fronte in sciopero sia i sindacati che hanno accusato la ditta di antisindacalità decidendo perciò di impugnare sia questo evento sia i trasferimenti a L’Aquila e presentarsi davanti al Giudice del Lavoro.

In rappresentanza delle dipendenti ha preso la parola Annarita Riccetti. «Questo è un attacco gravissimo ai nostri diritti. Porteremo avanti questa lotta con il forte sostegno dei sindacati e cercheremo di procedere all’attivazione delle procedure per il ritiro dei trasferimenti in Abruzzo».

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