OFFIDA«Il bando del concorso di idee per architetti e ingegneri civili di Offida, presenta delle illegittimità»: lo dice Valeriano Vallesi, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Ascoli. Il regolamento di gara (pubblichiamo in allegato, sulla destra, in Pdf, sia il bando che la lettera di Vallesi) che ha per oggetto la riqualificazione del quartiere Fuori Porta e i cui termini di partecipazione scadono il prossimo 22 marzo, è stato attentamente valutato dall’Ordine: «E’ previsto un iter procedurale diverso da quello del concorso di idee, ricorrendo alla pratica dell’invito esteso ad almeno cinque soggetti, previa individuazione dei soggetti stessi».

Si ritiene, poi, sottolinea Vallesi, che i premi, di 4 mila euro per l’idea giudicata vincitrice e di 500 euro per due eventuali progetti meritevoli di menzione, siano in contrasto con quanto stabilito all’articolo 108 del decreto legislativo numero 163 del 2006, dove si fa invece chiaro riferimento a “congrui premi“: «I premi non possono ritenersi congrui, ma al contrario, lesivi della dignità della prestazione intellettuale del progettista nonché del decoro delle figura professionale – continua Vallesi – Nel bando di concorso, si sarebbe dovuto indicare il numero esatto dei componenti della Commissione Giudicatrice e la loro provata competenza, al fine di garantire la qualità del giudizio».

Un’altra osservazione che arriva dall’Ordine degli Architetti è in riferimento al fatto che con il pagamento del premio le stazioni appaltanti acquistano la proprietà del progetto vincitore: «Crediamo sia ben chiaro che si voglia acquisire la proprietà non di una, bensì di tre idee progettuali che, ai fini di una eventuale prosecuzione alle fasi successive, assumono uguale valore ma per due delle quali è previsto un rimborso spese spacciato per premio» incalza Vallesi.

Oltre alla «poca chiarezza del calendario degli adempimenti» riguardo a certe procedure, l’Ordine degli Architetti sottolinea che il concorso è stato formulato per conseguire non idee progettuali, ma una progettazione preliminare: «Un chiaro esempio è la richiesta nel bando della stima sommata dei costi delle opere. Una prima approssimazione dei costo da determinare in relazione a benefici previsti, si richiede in una progettazione preliminare, non in un concorso di idee».

Qualora le osservazioni non saranno accolte, il presidente Vallesi promette di rivolgersi al Consiglio Nazionale degli Architetti, per valutare la possibilità di diffidare gli architetti dal partecipare al concorso così com’è.


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