GROTTAMMARE – La biblioteca comunale Mario Rivosecchi di Grottammare riapre le porte al Lunedì d’autore. La serata è prevista per il 25 gennaio ore (21.30) sostenuta dall’amministrazione comunale di Grottammare e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. In scena con ingresso gratuito il Giulio Cesare di Shakespeare intitolato “Tu quoque, Brute, fili mi” (”Anche tu, Bruto, figlio mio?”, ovvero le ultime parole di Giulio Cesare pronunciate in punto di morte). Un’opera straordinariamente attuale in tempi di “neo- cesarismo” quali i nostri, scrive Lucillo Santoni nella nota di presentazione. Lo stesso Santoni in collaborazione con l’attore Edoardo Ripani curerà la serata. Sarà una conferenza-spettacolo elaborata in chiave attuale per riflettere sui temi passati e attuali della società.

Una piccola introduzione all’opera in scena: Marco Giunio Bruto Cepione o semplicemente Bruto, fu un senatore romano della tarda Repubblica Romana e uno degli assassini di Caio Giulio Cesare. Bruto aveva passato la notte insonne, riflettendo sulle sorti della Repubblica, e su quanto il tiranno fosse effettivamente tale. “L’abuso della grandezza è il disgiungimento della pietà dal potere: ma io non so quanto Cesare abbia dominato le sue passioni più della sua ragione”, questo dice Bruto nel famoso monologo. “Dovrà Roma stare sotto il dominio di un solo uomo?” questa era la domanda che gli ponevano i cittadini; e poi gli dicevano: “tu dormi, svegliati, parla, colpisci, rimedia”.

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