SAN BENEDETTO DEL TRONTO – B. A. Mohamed, algerino di 22 anni fermato nell’agosto scorso con 110 grammi di eroina addosso, è stato processato il 17 novembre 2009 presso il palazzo di giustizia di San Benedetto del Tronto e ha ricevuto una condanna di 6 anni e 40 mila euro di multa.

A smascherare il pluripregiudicato e clandestino fu una pattuglia della Polizia durante una normale operazione di controllo in via Piave alla fermata degli autobus extraurbani. Il ragazzo scendeva dall’autobus di linea proveniente da Napoli e la Polizia ha eseguito i suoi controlli come di routine, sventando poi un futuro e probabile traffico di droga con tanto di “corriere ambulante”.

Mohamed portava con sè oltre 100 grammi netti di eroina rinchiusa in 3 ovuli nascosti nel retto. Probabilmente temeva che gli involucri si schiudessero, forse è stata la paura che qualcosa andasse storto o forse il timore di non riuscire a portare integra la merce a destinazione, comunque il giovane confessò spontaneamente di possedere eroina nel suo corpo.
Dopo l’arresto preventivo il giovane è stato trattenuto in carcere quasi 3 mesi affinché le perizie sulle sostanze rinvenute venissero completate. Il giovane nascondeva un contenuto pari a 580 dosi di eroina commerciabile (lo stabilisce il perito nominato dal tribunale). Un miscuglio di sostanze che contenevano inoltre circa 14 grammi di eroina pura.
Durante il dibattimento si è scoperto che Mohamed non è un “volto nuovo” dell’illegalità. In passato aveva già collezionato altre condanne per reati minori e l’attuale vicenda che lo pone nuovamente sotto accusa non sembra nemmeno turbarlo. L’accusa difatti cita: detenzione di sostanze stupefacenti di tipo eroina che per quantità e modalità (secondo la procura di Ascoli Piceno), deve ritenersi destinata alla cessione a terzi.  

Per il Pm Ines Nardino il giovane Mohamed è da ritenersi colpevole, con pesanti aggravanti. La pena richiesta al giudice non sembra trovare margini di sconto: 4 anni di reclusione e 40 mila euro di multa più le spese processuali.

Il difensore del giovane algerino, l’avvocato Umberto Gramenzi (nominato di fiducia), ha cercato di sostenere il giovane cercando di convincere il giudice nel contenere la pena appellandosi alla “buona volontà” di Mohamed, che pur essendo colpevole, si costituito alle autorità ancor prima di compiere un atro ipotetico reato.

Al termine della discussione il giudice Giuliana Filippello ha espresso condanna e pena. Il giovane algerino sarà costretto a scontare 6 anni e sette mesi in carcere, con la conseguente multa di 40 mila euro incluse le spese processuali.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 805 volte, 1 oggi)