SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Quando sono partito da emigrante il mio sogno era quello di ritornare nella mia terra per realizzare qualcosa di importante». È Rinaldo Talamonti, nato nel 1947 a San Benedetto, o meglio Porto d’Ascoli, dove la famiglia aveva in gestione il bar “Grappolo d’oro”, e che nel 1964 andò a vivere in Germania a Monaco di Baviera.

gira tantissimi film e segna la sua strada verso il successo. Oggi è tornato a San Benedetto per presentare il suo ultimo film “The fall of redemption”. Il film, girato in inglese a Taranto, sarà distribuito in Germania e negli Stati Uniti.

«Successivamente – racconta Talamonti – sarà anche distribuito in Italia e ho intenzione di proiettare la Prima Nazionale proprio qui a San Benedetto».

Dice a proposito l’assessore alla cultura Margherita Sorge: «Siamo onorati di questa scelta e speriamo che San Benedetto diventi il trampolino di lancio delle future attività di Rinaldo Talamonti, dato che è riuscito a calamitare l’attenzione delle realtà locali».

«In realtà – aggiunge l’attore – ho anche in progetto di girare un film su San Benedetto, impegnandomi per far nascere un ponte turistico di opportunità tra l’Italia e l’estero».

Alla presentazione del film hanno partecipato anche il regista Ruben Maria Soriquez, un italo filippino di origine spagnola nato a Bologna. Rodriquez ha raccontato di quanto sia stimolante lavorare con Talamonti.

Così come l’art director Giulia Miolelli che ha affermato: «Durante le riprese del film abbiamo incontrato delle difficoltà, ma ci siamo dovuti adattare al “ritmo Talamonti”, un vulcano di energia che ci ha fatto lavorare a gran ritmo».

Il produttore del film, costato 960 mila euro, è Fernando Agrusti di Taranto. Gli attori coinvolti oltre Rinaldo Talamonti, sono Vittorio Boscolo, Nela Lucic, Giuseppe Milazzo Andreani ed Ezio Prosperi. La fotografia è di Tommaso Alvis.

Questa la trama: Il braccio destro di un boss della malavita tenta di uscire dal giro convinto dalla sua donna, una dottoressa. Iniziano così i problemi, soprattutto perchè si scopre che la donna lavora in realtà per la polizia. Una serie di colpi di scena che culminano con un finale inaspettato.

Un esempio di come gli italiani all’estero sappiano affermarsi. Rinaldo Talamonti non è però solo attore, ha anche un ristorante ed è stato nominato Cavaliere nel 2008.

Il successo tocca anche il figlio, Lajos Talamonti, attore di teatro, che ha portato in scena in Germania “Otto e mezzo” di Fellini, interprentando Guido Anselmi.

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