PORTO SAN GIORGIO – Sveglia! È questa la parola che in molti hanno pensato e che in tanti hanno gridato, insieme ad altri peggiori improperi, di fronte al totale spaesamento della Sutor, che arriva alla fine del secondo quarto con un deficit davvero eloquente: -22 punti.

«Varese ha giocato una partita quasi perfetta» commenta l’ex allenatore sutorino Stefano Pillastrini, «Sono molto contento: abbiamo giocato con decisione ed aggressività, nonostante la preoccupazione per una partita non facile per l’assenza di Slay e per la condizione non ottimale di Thomas. Ovviamente mi dispiace tantissimo per Montegranaro che è sempre nei miei pensieri la domenica sera quando guardo tutti i risultati di campionato. Questo campionato ha mille insidie e, se abbassi l’attenzione, ti puniscono».

Ma cosa è accaduto alla Sigma Coatings nel primo tempo? Che abbia risentito dell’autorevolezza del “Professor” Childress (ex playmaker storico della Sutor Montegranaro, n.d.r.) sul parquet del Palasavelli? Così coach Frates spiega le ragioni della bruciante sconfitta: «Purtroppo nel primo tempo non abbiamo capito niente. Abbiamo completamente sbagliato il ritmo della partita, gestendo malamente le palle. 15 sono state le palle perse. Abbiamo pagato i due falli di Marquinhos e Maestranzi nei primi 4 minuti che li hanno costretti a stare in poco campo, al di là della loro buona prestazione generale. Questa sera non siamo riusciti ad approfittare dell’assenza di Slay. La voglia di far bene alla squadra non manca, però oggi abbiamo giocato con poca lucidità. I ragazzi stanno dando tanto con partecipazione e dedizione e stanno cercando una loro identità tecnica. Abbiamo bisogno di essere più lucidi e di trovare i punti chiave della partita».

La lucidità, secondo il direttore generale Gianmaria Vacirca, la Sutor la può trovare solo con la serenità e non con la contestazione di parte del pubblico che si è prodigata nell’omaggiare con applausi gli ex Pillastrini, Childress e Thomas e nel fischiare e coprire di insulti gli atleti sutorini. «Invito chi ha contestato questo gruppo a prendersela con me» afferma deciso il Direttore Generale. E commenta: «Sono amareggiato, deluso. L’età media di questa squadra è di 23 anni. È una formazione giovane. C’è un progetto su di essa. Forse questo progetto non è stato compreso: non si è compreso il senso della stagione, del progetto, di avere la pazienza di far crescere i giocatori, di investire sui giovani italiani. Non è accettabile alla quarta gara di campionato contestare una squadra che non lo merita. Forse qualcuno è abituato troppo bene: evidentemente certe persone pensano che la Serie A sia qualcosa di dovuto. Ma non abbiamo gli stessi budget di buona parte delle altre squadre!». Le ultime parole di Vacirca sono un invito alla comprensione e delineano una linea di comportamento per il prossimo futuro: «Chi ha contestato può venire ad espormi il malcontento perché sono io il responsabile di scelte e disposizioni. Ma non prendetevela con questa squadra. Perché qui non retrocede chi mantiene la calma e chi lavora con serenità!».

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