MARTINSICURO – «Quella che si sta verificando in Comune è una disputa strumentale e le beghe politiche tra maggioranza e opposizione si stanno consumando sulle spalle dei lavoratori»: Giuliano Marsili, promotore e portavoce del Comitato “Sviluppo e Occupazione” a sostegno dell’apertura del Centro affari “Il Grillo” è categorico e agguerrito. Assieme a titolari e dipendenti delle numerose attività commerciali in attesa di aprire i battenti ha convocato venerdì 31 luglio una conferenza stampa per illustrare la condotta che verrà adottata sulla questione: e già si preannuncia una dura battaglia se il Consiglio Comunale del 7 agosto non si concluderà con l’esito sperato, ossia il collaudo parziale del complesso commerciale direzionale che si trova ai confini tra Villa Rosa e Alba Adriatica.

Sono attualmente circa 200 i lavoratori che già assunti alcuni mesi fa sarebbero stati poi licenziati per la mancata apertura dei locali o che sono ad oggi ancora in attesa di assunzione: «Il numero delle persone impiegate – aggiunge Marsili – è destinato a salire man mano che apriranno tutte le attività». E in base ai numeri elencati, il Grillo dovrebbe configurarsi come un parco commerciale tra i più innovativi, in un territorio compreso tra San Benedetto e Giulianova, oltre che una fucina di centinaia di nuovi posti di lavoro: cinquemila metri quadri di parcheggi coperti e 104 esercizi commerciali e direzionali, in cui spiccano attività come il Bam Bam Ristosauro (che da solo conta una sessantina di dipendenti), l’Eurospin, una Parafarmacia, un Acqua&Sapone, una sala cinematografica, 3 bar, un albergo, un rifornimento di benzina e un autolavaggio, oltre a numerosi negozi di articoli vari, come abbigliamento e calzature.

«E’ l’unico nella zona a poter vantare oltre un ettaro di verde – sottolinea Marsili – e una realizzazione mirata ad abbattere il più possibile l’impatto ambientale».

Il nervosismo per gli investimenti effettuati e le attività ancora ferme ai nastri di partenza è palese tra i titolari dei vari esercizi commerciali, così come tra i dipendenti il cui futuro lavorativo è ancora incerto. Per questo il Comitato spera che nel prossimo Consiglio comunale sia approvato il collaudo parziale. «Siamo stufi delle promesse – dicono – e sono mesi che ci sentiamo presi in giro. Pertanto se la situazione non verrà risolta in quel frangente,  il giorno dopo il sindaco Di Salvatore dovrà vedersela con cinque-seicento persone che innescheranno una protesta davanti al Comune».

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