MARTINSICURO – Confermato il sequestro su una parte del Centro Affari Il Grillo di Villa Rosa. E’ una tela di Penelope senza fine la vicenda giudiziaria che ha investito il complesso commerciale che si trova nei pressi della provinciale 259 ai confini tra Martinsicuro ed Alba adriatica.

Il Tribunale del Riesame, a cui nei giorni scorsi la Cassazione aveva rinviato gli atti dopo il ricorso della proprietà, ha confermato il sequestro dei circa 12mila metri quadri di immobili sostenendo quindi l’impianto accusatorio della Procura, secondo cui la superficie in eccesso sarebbe stata realizzata abusivamente.

Intanto il Comune di Martinsicuro si è costituito parte civile nel processo che si aprirà nei prossimi giorni sui presunti abusi edilizi e nel quale sono stati rinviati a giudizio due amministratori della società che ha realizzato il centro commerciale e direzionale e tre tecnici.

Nell’apposita delibera di giunta si legge che “Il Comune di Martinsicuro è parte offesa dal reato, siccome la presunta realizzazione di una “superficie utile” doppia rispetto a quella effettivamente realizzabile, costituisce certamente un danno per l’ente comunale in quanto le violazioni urbanistico edilizie incidono negativamente sull’interesse dell’ente pubblico al libero esercizio della propria posizione funzionale ed alla realizzazione del programmato sviluppo urbanistico del territorio”.

Una mossa che però non è piaciuta alla società del Grillo Centro Affari srl che in un comunicato stampa l’ha definita “un atto gratuito e di cattiveria”.

“La società – si legge nella nota – ritiene che la tutela del territorio è di competenza del Comune in tutti i procedimenti penali per reati edilizi, in quanto lo stesso è sempre e comunque parte offesa. Di conseguenza non si capisce come mai si è provveduto alla costituzione di parte civile, che non è assolutamente un atto dovuto.

Ci si chiede in quanti altri processi penali contro reati edilizi o presunti reati edilizi, che hanno interessato il comune di Martinsicuro, l’Amministrazione Comunale si sia costituita parte civile. La risposta è mai.

A questo punto – prosegue la nota – la proprietà ritiene che la costituzione di parte civile sia un atto gratuito e di “cattiveria”. Gli interessi dell’Ente pubblico sono già tutelati dal provvedimento del Tar. Peraltro mentre da una parte il Comune di Martinsicuro eccepiva il permesso a costruire rilasciato diversi anni fa, ritenendo che la società abbia costruito oltre quanto poteva, ed invece abbiamo costruito quanto autorizzato, dall’altra ha provveduto ad incassare gli oneri di Bucalossi, gli oneri concessori di costruzione, gli oneri di rinnovo degli stessi, oltre all’imposta ICI addirittura anche attraverso un avviso di accertamento il tutto calcolato su quanto autorizzato al permesso a costruire ovvero su circa 22000 mq.

Il Comune di Martinsicuro ad oggi trattiene tutti questi oneri pagati dalla società scrivente ammontanti ad oltre 450.000 per Bucalossi ed oneri concessori, oltre 250.000,00 di imposta ICI comunale per tre anni.

Infine – conclude la nota – ci preme ricordare che gli standard urbanistici (verde e parcheggi) le opere di urbanizzazione da cedere al Comune, sono state calcolate e definite in base al permesso a costruire, che fa riferimento alle delibere di Consiglio risalenti al 2003.

A questo punto la società ha provveduto a ricorre al Consiglio di Stato al fine di salvaguardare i propri diritti”.

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