ANCONA – «Anno dopo anno ci avviciniamo ad una progressiva stabilizzazione del calendario venatorio, in termini di giornate e specie cacciabili. Credo che questo sia il frutto di un confronto dove, in maniera sempre più precisa,emergono possibilità, vincoli e opportunità a cui tutte le componenti, da quella venatoria a quella agricola, a quella ambientale, devono fare attenzione».

E’ il commento del vicepresidente della giunta regionale e assessore alla Caccia, Paolo Petrini sul nuovo calendario venatorio, approvato lunedì nella consueta seduta settimanale.

«Quest’anno c’è una novità importante da segnalare: la caccia al cinghiale è stata estesa a tre giorni prima dell’apertura e a tre giorni dopo la chiusura, per prevenire il rischio di ulteriori danni alle colture agricole in quel periodo. La prossima settimana completeremo il quadro con la delibera sulla deroga allo storno».

La stagione di caccia 2009-2010 prevede una pre-apertura il 2 settembre per alcune specie di selvaggina, mentre l’apertura ufficiale è fissata al 20 settembre per chiudersi poi il 31 gennaio.
Dal 18 ottobre fino al 17 gennaio si potrà abbattere il cinghiale, la cui caccia è regolamentata dalle Province che individuano le zone sulla base della presumibile consistenza e delle condizioni di danno arrecate dall’animale. Si potranno scegliere tre giorni su cinque consentiti, con un anticipo di caccia al mercoledì 27 settembre, domenica 30 e sabato 3 ottobre. Poi a gennaio sarà consentita la caccia il 20, il 24 e il 30.
Le specie stanziali, come lepre, fagiano, starna e coturnice, si potranno cacciare solo il mercoledì, sabato e domenica. Un’ulteriore novità riguarda la caccia da appostamento alla selvaggina migratoria (dal 1 ottobre al 30 novembre, per altri due giorni a settimana, esclusi martedì e venerdì) che sarà consentita anche in pre apertura (2-5-6 settembre) con l’obbligo di realizzare ripari temporanei solo con materiale artificiale, raggiungendo la postazione con l’arma scarica e occupandola non prima di dodici ore dall’inizio dell’attività venatoria.
Ecco in dettaglio le date e le specie cacciabili:
a) dal 2 settembre al 16 dicembre: tortora; b) dal 2 settembre al 31 dicembre:merlo; c) dal 2 settembre al 31 gennaio:colombaccio; d) dal 2 settembre al 14 gennaio:marzaiola, mestolone, codone, ghiandaia, gazza, cornacchia grigia; e) dal 20 settembre al 6 dicembre:lepre comune, coniglio selvatico, pernice rossa, starna, fagiano; f) dal 20 settembre al 31 dicembre:allodola, quaglia;g) dal 20 settembre al 31 gennaio:volpe, cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, folaga, alzavola, canapiglia, fischione, moriglione, moretta, pavoncella, beccaccino, gallinella d’acqua, porciglione, frullino, combattente; h) dal 18 ottobre al 17 gennaio: cinghiale; g) dal 4 ottobre al 22 novembre:coturnice. i) dal 4 ottobre al 31 gennaio:beccaccia. Le specie di selvaggina sopra elencate sono cacciabili: settembre: mercoledì 2– sabato 5– domenica 6– domenica 20–mercoledì 23- sabato 26 – domenica 27 – mercoledì 30; dall’ 1 ottobre al 31 gennaio: tre giorni a scelta,esclusi martedì e venerdì, fermo restando che il prelievo delle specie lepre, fagiano, starna e coturnice è consentito mercoledì, sabato e domenica.

La quantità di capi abbattibili (complessivamente 20 per le specie elencate e 15 se non presenti nell’elenco) è articolata sulla base della caratteristica di selvaggina stanziale o migratoria. Per la prima: 1) lepre e coturnice – n. 1 capo, complessivamente 8; tale limite non si applica nelle Aziende Faunistiche Venatorie; 2) fagiano e starna: 2 capi non cumulabili con lepre e coturnice; 3) cinghiale: 1 capo; le specie elencate ai punti 1 e 2 sono abbattibili nel numero massimo di due capi di cui una sola lepre e una sola coturnice. Per la selvaggina migratoria: 1) quaglie e tortore – n. 10 capi complessivi; 2) tordi, merli e cesene – n. 15 capi complessivi; 3) trampolieri e palmipedi – n. 8 capi complessivi; 4) colombacci – n. 6 capi; 5) beccacce – n. 3 capi.

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