SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera da parte del presidente dell’Associazione Albergatori “Riviera Delle Palme”, Gabriele Di Emidio, che apre un dibattito sulla questione della lotta all’erosione e sull’opportunità di pianificare e sperimentare nuove forme di difesa della costa. Un tema sul quale riveraoggi.it lo scorso aprile ha fornito il suo contributo con questa inchiesta (leggi qui).
«A seguito delle iniziative che si rincorrono in questi giorni per la realizzazione delle barriere frangiflutto, mi preme esprimere a riguardo il parere dell’Associazione Albergatori. Premesso che come titolare di una delle concessioni coinvolte dall’erosione della spiaggia provocata dalle eccezionali mareggiate dello scorso inverno, sono parte in causa e vorrei la realizzazione delle scogliere emerse come la soluzione più ampia ed efficace al problema, vorrei sottolineare altri problemi che a mio avviso si verificherebbero.
In primis creeremmo in maniera irreversibile un’immagine del litorale di San Benedetto artificiosa, irrimediabilmente segnata da una linea continua di scogliere: un impatto visivo finto, irrispettoso dell’ambiente e di quel po’ di paesaggio naturale che ancora ci resta. E non possiamo non sottolineare lo scarso o quasi assente ricambio delle acque che si andrebbe a creare soprattutto in caso di piogge abbondanti; questo perché a differenza del litorale sud dove in 3 chilometri di spiaggia insiste solo il torrente Ragnola, nel tratto nord di 1 chilometro sfociano a mare il torrente Acqua Chiara, il torrente delle Fornaci e il torrente Albula.
Spero che queste mie considerazioni servano ad aprire un confronto costruttivo di carattere tecnico economico per la soluzione di un problema senz’altro urgente, ma che merita un dibattito ed uno studio approfondito, onde evitare interventi che nel lungo periodo si possano rilevare irrimediabilemte disastrosi».

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Come troppo spesso accade in campo medico anche in questo caso ci soffermiamo quasi esclusivamente a cercare soluzioni sintomatiche dei problemi, soluzioni che riescono solo temporaneamente a contenere le conseguenze di un processo di trasformazione che si sta verificando sotto iu nostri occhi. Quando inizieremo anche a parlare delle vere cause dei nostri malanni e non solo dei sintomi che si manifestano? Quando inizieremo a chiederci seriamente se attraverso le nostre azioni stiamo un pò tutti contribuendo all'accellerazione dello stesso processo evolutivo non propriamente favorevole? Quando inizieremo a comportarci in modo sinergico con le leggi della natura e non sentendoci… Leggi il resto »
Ho l'impressione, ma potrei sbagliarmi, che Di Emidio non abbia una chiara idea di come funzionino i reef artificiali descritti nell'articolo citato.
Il mare non sarà chiuso, ma più aperto di ora. L'unico problema che potrebbe emergere, è un'eccessiva temperatura dell'acqua sul litorale, ma potrebbe essere risolto inserendo dei corridoi nella barriera.
Credo che l'argomento vada approfondito.
La posizione preconcetta di meteorivierapicena, per quanto mi riguarda, non merita commenti.