ANCONA – Tante le opere realizzate grazie ai fondi europei. Teatri e asili nido, piattaforme logistiche per le piccole e medie imprese e centri per i disabili, interventi a favore della pesca e a sostegno all’agricoltura. Sono solo alcuni esempi di quello che le Marche hanno potuto concretizzare e di quello che potranno ancora fare in futuro grazie alle risorse europee.

«Si tratta – spiega il presidente della Regione Gian Mario Spacca – di consistenti risorse per il lavoro, la formazione, lo sviluppo locale, il sociale, l’innovazione e la ricerca. Per quanto riguarda la Regione Marche gli obiettivi prioritari definiti nella strategia del Por, ovvero il piano operativo regionale, che val dal 2007 al 2013, sono la promozione dell’innovazione, dell’imprenditorialità e dello sviluppo dell’economia della conoscenza attraverso la ricerca anche sulle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione».

Aggiunge Spacca: «Riteniamo che questa sia una delle strade principali per rafforzare la coesione sociale ed uscire dalla crisi più forti di prima. È nostra intenzione inoltre rendere più competitive le città, migliorando l’accessibilità, garantendo una qualità e un livello adeguati di servizi e tutelando l’ambiente. Va sottolineato poi che nonostante l’allargamento della Ue a 27 Stati membri le Marche sono riuscite a riconfermare le risorse del precedente periodo grazie al valore e alla competitività dei progetti presentati».

Dalla regione Marche sono state utilizzate le risorse disponibili del Fers, Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Il piano finanziario Fesr per l’intero periodo di programmazione 2007 – 2013 ammonta a 288 milioni di euro di contributo pubblico che movimenteranno oltre 340 milioni di euro di investimenti.
È stato fatto ricorso al Fse, Fondo sociale europeo. Di particolare interesse in questo momento di crisi sono gli interventi a sostegno della creazione di impresa, finanziati facendo ricorso alla cosiddetta “flessibilità” che consente al Fse di finanziare anche spese che ricadrebbero nel campo di intervento del Fesr.

La Regione Marche è risultata inoltre, nelle recenti rilevazioni statistiche, la Regione con maggiore capacità di spesa fissata dal 2007 al 2013, per quanto riguarda i Programmi di Sviluppo Rurale. la Regione infatti ha effettuato grossi investimenti a sostegno nei settore dell’agricoltura e della pesca, soprattutto nei porti di Ancona, Fano, Civitanova e San Benedetto. In particolare la realizzazione di un nuovo scalo di alaggio e gru a portale nel porto di Ancona.

Non va dimenticata la collaborazione con la Banca europea degli investimenti, Bei, che ha finanziato nelle Marche investimenti per 300 milioni per l’ammodernamento e lo sviluppo delle imprese operanti nel ciclo delle acque e per la riqualificazione delle strutture ricettive. È prevista inoltre la disponibilità di altri 200 milioni.

In questi anni inoltre le Marche hanno conquistato la sede permanente del Segretariato dell’Iniziativa Adriatico Ionica alla Cittadella di Ancona, ottenuta in virtù della lunga tradizione di impegno in quest’area cruciale tra l’Europa e il Mediterraneo.
Altro ruolo di prestigio per le Marche è la nomina, da parte dal Comitato delle Regioni, del presidente della Regione componente dell’Arlem, l’Assemblea Euromediterranea.

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