dal settimanale Riviera Oggi numero 745
MARTINSICURO – È stato costituito a Martinsicuro il Comitato di quartiere Tronto, che si farà portavoce con l’amministrazione comunale delle esigenze dei cittadini e delle problematiche che affliggono da lungo tempo la zona nord della città.
Il comitato, che già da tempo era operativo, seppure in maniera ufficiosa, ha ricevuto la sua investitura ufficiale attraverso l’elezione di un direttivo e del presidente, individuato in Vincenzo Francavilla, storico portavoce del quartiere da sempre in prima fila nel portare all’attenzione dell’amministrazione comunale le questioni rilevanti della zona Tronto.

Signor Francavilla, la costituzione ufficiale del comitato è avvenuta in seguito ad un incontro tra comune e i cittadini del quartiere Tronto. E’ stata una forma di legittimazione per dare maggiore forza alle vostre richieste?
«Devo dire che l’incontro che si è tenuto qualche settimana fa in Comune non è stato molto proficuo: il sindaco ha ribadito le solite promesse di interventi condizionati però dalla disponibilità economica, e poi ha abbandonato l’assemblea perché doveva assolvere ad un altro impegno. Ma noi continueremo a pressare l’amministrazione comunale affinchè ponga maggiore attenzione alle problematiche che affliggono il quartiere Tronto e perché si impegni a risolverle».

Quali sono secondo lei le priorità che dovrebbero essere affrontate?
«Innanzitutto una massiccia informazione dei cittadini sul come effettuare una corretta raccolta differenziata. Basterebbero anche semplici volantini distribuiti casa per casa con le regole fondamentali da rispettare. Non ne possiamo più dei rifiuti gettati senza criterio lungo le strade. Ma dovrebbe esserci un maggiore controllo anche della ditta che effettua il ritiro della spazzatura. Da quando è stato attivato il nuovo servizio le cose sono peggiorate».

Intende dire da quando alla Manutencoop è subentrata la Poliservice?
«Esatto. Non è raro assistere ad episodi in cui diversi tipi di rifiuti differenziati vengano mischiati tra loro, o non vengano ritirati nei giorni stabiliti, o peggio ancora, vedere come cassonetti caricati sui camion vengano poi gettati all’interno degli stessi e schiacciati insieme al resto della spazzatura».

Si spieghi meglio…
«Capita che durante le operazioni meccaniche di carico e scarico ci sia qualche malfunzionamento e i cassonetti scivolino all’interno del camion. Invece di essere recuperati vengono lasciati lì, con la conseguenza che il condominio si trova ad avere un cassonetto in meno che la ditta non provvede a sostituire».

Passiamo ora alla questione della sicurezza, così fortemente avvertita nel quartiere. Questo problema è sempre esistito o si è aggravato nel corso degli ultimi anni?
«Sicuramente è cresciuto da un decennio a questa parte, grazie alle residenze facili che sono state rilasciate e hanno portato soprattutto in questa zona numerosi extracomunitari. E la mancanza di controlli continui e costanti da parte di Carabinieri e Vigili Urbani ha fatto il resto.
Sono venuto a Martinsicuro nel ’65 e ho visto questo quartiere nascere dal nulla, crescere nel tempo e poi cadere negli ultimi anni in un notevole degrado».

Quindi lei non è originario di Martinsicuro?
«No sono pugliese, trapiantato a Milano e appunto dal ‘65 per lavoro mi sono trasferito a Martinsicuro. Ma le dirò che dei quasi 100 iscritti al comitato solo una quindicina sono originari del posto, il resto sono tutte persone di fuori che abitano però da diversi anni in città».

Come spiega questo fatto singolare?
«Forse perché a Martinsicuro ci sono parentele molto allargate e c’è una diffusa usanza di tenere da conto le amicizie politiche e quindi non è conveniente lamentarsi o ribellarsi quando ci sono situazioni spiacevoli. O forse solo perché ai martinsicuresi sta bene il degrado. Pensi che al nostro comitato è stata rivolta l’accusa “Venite da fuori e volete pure comandare”…».

Quali sono i propositi che vi prefiggete di realizzare a breve termine?
«Innanzitutto quello di instaurare una proficua collaborazione con il Comune, avere un dialogo aperto con gli amministratori che devono ascoltare le esigenze dei cittadini e impegnarsi al massimo per risolvere i problemi della città. Il Comitato sarà sempre in prima fila per tenere alta l’attenzione sul quartiere Tronto. Sono una persona caparbia e non getto la spugna tanto facilmente.
Non mi sono mai arreso nemmeno di fronte alle minacce e alle intimidazioni ricevute per aver
portato all’attenzione dei media i temi della prostituzione e dello spaccio di droga nel quartiere, figuriamoci se mi scoraggia un eventuale disinteresse dei politici locali alle nostre richieste».

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