SAN BENEDETTO – Sul fronte della movida estiva, in vista della festa della marina i decibel consentiti sono stati portati a 60, mentre per i fuochi d’artificio è stato annunciato un rafforzamento dei controlli da parte della polizia locale. La consigliera Bottiglieri ha chiesto che vengano privilegiati fuochi d’artificio a basso impatto acustico, richiamando l’attenzione sulle segnalazioni dei cittadini per l’inquinamento acustico e citando l’articolo 703 del regolamento. Dai banchi della giunta è arrivata la conferma dell’intensificazione dei controlli sul territorio, in coordinamento con la Questura, e la linea di massima chiarezza sulla somministrazione di alcolici ai minori, definita illegale senza margini di ambiguità. È stato inoltre annunciato un confronto con le altre realtà del territorio per affinare le strategie di controllo.
Omofobia all’Antico e le Palme, ferma condanna del sindaco
Il consiglio si è soffermato su un grave episodio di omofobia verificatosi durante l’ultima edizione della fiera Antico e le Palme, che ha coinvolto una coppia di espositori vittime di insulti a sfondo omofobo mentre lavoravano. Il consigliere Leone ha sollevato la questione in aula, parlando di un vero e proprio atto discriminatorio in ambito lavorativo e avvertendo del rischio che episodi simili finiscano per infangare l’immagine della città. Il sindaco ha espresso una condanna ferma di ogni forma di discriminazione, ribadendo l’incompatibilità di comportamenti simili con i valori costituzionali e con quelli della comunità sambenedettese, sottolineando che chi si è reso responsabile non rappresenta la città. È stata inoltre espressa vicinanza alle vittime, in attesa che le responsabilità vengano accertate. Lo stesso Leone ha avvertito che, in assenza di una linea netta, San Benedetto rischia di trasformarsi in “una città diffamata e disonorata”.
Ponterotto, aggressione e senza fissa dimora: scontro su sicurezza e accoglienza
Il tema più acceso della seduta riguarda la situazione del Ponterotto, dopo un grave episodio di aggressione avvenuto sul lungomare ai danni di un immigrato regolare che dorme abitualmente sul sagrato di una chiesa della zona. Il consigliere Canducci ha riportato l’episodio in aula, sottolineando come lo sgombero non rappresenti una soluzione strutturale, dal momento che le persone senza dimora non scompaiono ma si spostano. Ha inoltre proposto l’utilizzo della cosiddetta Casa Rambelli, la casa del custode, come risposta immediata per un’accoglienza temporanea.
L’assessora ai servizi sociali Simona Alfonsi ha replicato che la violenza non ha ragione di esistere e che l’obiettivo dell’amministrazione è individuare un dormitorio in grado di restituire dignità alle persone più fragili e, allo stesso tempo, serenità ai residenti del quartiere. È stato annunciato un primo incontro con la Caritas per arrivare a una risposta concreta prima dell’inverno, oltre a un percorso di ascolto e supporto psicologico. Sulla casa del custode, però, l’assessora ha chiarito che al momento non rientra tra le opzioni valutate dall’amministrazione, per via di diverse criticità emerse, ribadendo la necessità di individuare una soluzione condivisa e accettata da tutti.
Canducci ha definito la risposta “totalmente insoddisfacente”, contestando l’assenza di un piano concreto nell’immediato e ricordando che nei pressi della Caritas dormono persone che di fatto suppliscono a un ruolo che lo Stato non riesce a garantire.
Sulla stessa linea il consigliere Zappasodi (Partito Democratico), che ha chiesto verifiche sugli interventi di sicurezza attuati, evidenziando la mancanza di un presidio sociale stabile nella zona, un vuoto di gestione che secondo l’opposizione avrebbe contribuito a far degenerare la situazione in violenza.
Il sindaco ha ricostruito i sopralluoghi effettuati il 4 e il 5 luglio insieme alle forze dell’ordine, precisando di non voler attribuire valore assoluto a una singola notte di osservazione, e ha annunciato l’istituzione di una zona rossa nel centro storico, oltre a un bando per l’implementazione della videosorveglianza. Ha sottolineato la collaborazione con prefettura, questura e polizia locale, ribadendo che l’amministrazione “non si sostituisce alle forze dell’ordine” e che alla violenza non si risponde con altra violenza. Il tema dell’organico indebolito della polizia locale, con la perdita di due operatori, è stato inoltre segnalato da Urbinati del PD, riportando un comunicato dal segretario regionale del Siulp.
Le opposizioni hanno giudicato la risposta insufficiente, contestando in particolare l’annuncio, fatto in campagna elettorale, di un commissariato di primo livello mai concretizzato, e sostenendo che gli sgomberi da soli non risolvono il problema di chi lavora ma non riesce a permettersi una casa, in un mercato immobiliare con prezzi al metro quadro paragonati a quelli milanesi. Il dibattito si è allargato anche al tema della sicurezza percepita e ai richiami, respinti dalla maggioranza, a un presunto avvicinamento a posizioni di stampo securitario nazionale: il segretario nazionale di Noi Moderati, partito del sindaco, Maurizio Lupi, è stato citato per aver preso le distanze dal concetto di “remigrazione”.
Graffiti e street art, ipotesi festival nelle aree comunali
Il consigliere Tony Alfonsi (M5S) ha chiesto se sia stata effettuata una ricognizione delle superfici imbrattate in città e se Multiservizi e Picenambiente possano essere impiegate per la rimozione dei graffiti. L’assessore Muzi ha risposto distinguendo tra imbrattamento e street art riconosciuta come espressione artistica e strumento di coesione sociale, aprendo alla possibilità di un intervento mirato insieme a Multiservizi. È stata inoltre anticipata, come prospettiva futura, l’ipotesi di un festival di street art dedicato alle aree di proprietà comunale.
Ondate di calore, la mappatura dei soggetti fragili
Con l’innalzamento delle temperature estive, il consiglio ha affrontato anche il tema delle ondate di calore, alla luce dell’ordinanza regionale delle Marche che non scatta automaticamente ma sulla base del portale che monitora le zone a rischio maggiore. Tra le misure richiamate, i progetti europei in corso, tra cui la realizzazione di un bosco urbano in contrada Albula Alta e il progetto Life per il miglioramento della qualità ambientale cittadina, oltre alla rete con parrocchie e centri estivi. È stata sollecitata una mappatura dei soggetti più fragili, ricordando che solo il 40% delle abitazioni nelle Marche dispone di un impianto di climatizzazione, con le famiglie a reddito più basso più esposte al problema.
Amianto in via Calatafimi, contaminazione “massiva”
Il consigliere Urbinati (Partito Democratico) ha riportato in aula la vicenda, che si trascina da decenni, della contaminazione da amianto in via Calatafimi, definendo la situazione non più solo un sospetto ma un dato accertato. Ha parlato di una contaminazione massiva, incompatibile con la densità abitativa della zona di San Filippo Neri, tra le più popolate della città, sottolineando che per l’amianto non esiste una soglia minima di sicurezza e definendo la situazione una “bomba a orologeria” per la salute pubblica. Ha chiesto conto dello stato della bonifica, dell’eventuale piano di lavorazione trasmesso dalla proprietà e della relativa copertura finanziaria.
L’assessore Mozzoni ha risposto che, al momento, nessun piano di lavoro è pervenuto da parte della proprietà, mentre l’8 luglio si è svolto un intervento esplorativo nell’ambito del procedimento in corso. Ha confermato che l’amministrazione sta garantendo le coperture economiche necessarie, con circa 36.000 euro già stanziati dai fondi di emergenza a cui si aggiungerebbe una richiesta complessiva di 200.000 euro. Ha ribadito la necessità di intervenire nel più breve tempo possibile, mettendo in conto lo stanziamento di una somma importante.

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