SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Il Principe Azzurro della recita di quel centro estivo non dice di essere gay». Manuel Pucci, presidente della cooperativa sociale Systema, risponde così alla polemica suscitata dalla lettera inviata ai quotidiani da due indignati genitori. «Il personaggio di quella scena decide di uscire di scena con un compagno di giochi invece che con Biancaneve, Cappuccetto Rosso e la Bella Addormentata, che rappresentano tre personaggi di un programma che riteniamo volgare, come “Uomini e donne” di Maria De Filippi. É una critica alla televisione trash, ma anche lo specchio della realtà, che ci dice che a 12 anni un ragazzo preferisce la compagnia degli amici che quella delle coetanee».
Gli organizzatori dello spettacolo spiegano che il testo teatrale è stato preparato sulla base di manuali specializzati usati dalle maestre e poi rielaborato sulla base dei suggerimenti dei ragazzi più grandi (i 167 partecipanti al centro estivo comunale vanno dai 4 ai 14 anni di età).
I bimbi fanno cori e scenografie, i più grandi recitano da personaggi delle favole classiche, catapultati in un mondo dove nessuno legge più le loro storie preferendo tv, internet e videogiochi.
Quasi disoccupati, i personaggi decidono di andare in Tv; si fanno ingaggiare, partecipano a fiction e reality che, per inciso, i ragazzi stessi vedono nel loro vissuto; una scena prevede la ricostruzione della nota trasmissione della De Filippi.
«Circuito da tre “oche”, il Principe Azzurro novello tronista scappa uscendo di scena insieme con l’amico che gli dava consigli fino a un minuto prima. Senza dire di essere gay». Aggiunge Pucci: «Ma anche se lo avesse fatto, che male ci sarebbe stato? Sarebbe stata una rappresentazione della realtà. Comunque lo spettacolo si conclude con l’auspicio di un ritorno alla lettura da parte dei più piccoli».

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