FOLIGNANO – «Il “no” alla centrale – così come è stata proposta nel progetto preliminare – è un segnale che mira ad ampliare la discussione sulle varie possibilità offerte dalle attuali conoscenze tecniche, aprendo a soluzioni alternative dal minor impatto ambientale, e che non vadano inutilmente a stravolgere la vita dei cittadini per una sovrapproduzione di energia elettrica in favore del profitto di qualche industriale».

È quanto afferma il presidente del consiglio comunale di Folignano Daniele Ricciotti, di concerto con la maggioranza e l’opposizione, nei riguardi della centrale Turbogas prevista nella zona di Marino del Tronto.

La preoccupazione è volta verso la natura e la dimensione del progetto e per i toni sommessi con cui è stato presentato. Dubbi anche verso la procedura della V.I.A., la Valutazione di Impatto Ambientale, «i cui dati relativi alle emissioni nell’atmosfera, all’inquinamento acustico, all’alterazione del microclima per le temperature di emissione, ai residui e sottoprodotti solidi, al consumo di acqua, che detta centrale produrrebbe, e i cui dati sono o non stimati e quindi omessi, ovvero genericamente riportati con l’affermazione di rispetto dei limiti di legge», come si legge ne documento riassuntivo dell’ultimo consiglio comunale.

Il Comune si aspetta anche che la Provincia, prima di autorizzare l’impianto, approvi un piano energetico che comprenda uno studio sulla effettiva domanda e l’effettivo deficit di energia, coinvolgendo tutte le amministrazioni comunali, come anche una partecipazione pubblica e del sistema universitario, dando priorità alla ricerca della produzione di energia da fonte rinnovabili, eolica, biomasse, biocarburanti e geotermia.

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